PADENGHE – Cinema, costume, donne ed amore raccontati da Italo Moscati

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Ieri sera, nella splendida cornice della Pieve di Sant’Emiliano, il poliedrico Italo Moscati ha parlato di cinema, di costume, di donne, di amore. Concetti ed ideali che pervadono le oltre 500 pagine del suo ultimo saggio “Così amavano (così ameremo?)”, alla cui presentazione l’incontro era dedicato.

italo moscati

 

Con episodi ed espedienti propri dalla settima arte, l’autore ha narrato un intero secolo, sino alla contemporaneità, con attenzione per gli amori della classicità. Ha sedotto gli astanti con le vicende amorose dei grandi attori, sapientemente narrate con granitica e poetica erudizione.

Se si va al cinema oggi, la sala buia non è più quella di un tempo. E’ disinfettata, non si fuma più, non si gioca più, non ci sono neanche le coppiette che in fondo allo stabile amoreggiano. E’ diventato un’altra cosa, è diventato un luogo in cui si possono vedere cose straordinarie, ma comunque legate a ciò che si vede e non più a ciò che si sente”. Con queste parole Italo Moscati ha aperto la presentazione della sua ultima opera, che “nasce da tante situazioni, viste, fatte e vissute. E’ il tentativo di mettere su carta un’ipotetica sceneggiatura sul tema delle donne, dell’amore e della felicità,  che non si smette mai di cercare a qualsiasi età e a qualsiasi costo”.

Un libro che va letto come un film, che ripercorre amori e disamori dei protagonisti del grande e del piccolo schermo, che nel “cast” annovera persone e personaggi come Anita Ellis, Maria Callas, Sophia Loren e Anna Magnani. Una grande storia, quella dell’amore, raccontata attraverso tante storie di personaggi noti e meno noti. Una narrazione che illustra l’amore nel Novecento, la cui forza si esprime nella sofferenza. Una sofferenza che, però, il più delle volte conduce alla felicità.

Il 900 è stato il secolo delle grandi ideologie di massa, caratterizzato da guerre e rivoluzioni, da fortissime contrapposizioni. L’amore, invece, è da sempre qualcosa che cerca di comporre questi dissidi. “L’amore è una perla nella conchiglia – ha spiegato l’oratore –  Può attrarci con la brillantezza della luce, può persuaderci che dobbiamo aprire un’altra conchiglia e continuare. Ma non c’è attimo della giornata in cui possiamo vivere senza pensare, senza cercare, senza interrogarci, senza perdere o ritrovare l’amore per conquistare fiducia”.

L’incontro è stato reso possibile grazie all’impegno di Enrico Papa e Stefania Minnucci, fondatori del Centro di Poesia di Sant’Emiliano, di Nadia Cerini, che ha promosso l’evento, e di Don Bruno Negretto, che ha gentilmente aperto le porte della magnifica Pieve ad un evento di grande e degno spessore.