MILANO – Armi leggere sportive e burocrazia, Parolini: “Ridurre procedure sull’export”

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Sulla questione delle armi leggere e la burocrazia per la licenza di esportarle è intervenuto l’assessore al Commercio della Regione Lombardia Mauro Parolini. “Non è possibile che un comparto che rappresenta una eccellenza assoluta per il nostro Paese sia penalizzato da lungaggini burocratiche come quelle che sono imposte al settore delle armi leggere sportive” ha dichiarato. Il settore impiega oltre 40 mila addetti per l’intera filiera (5 mila solo quelli direttamente al lavoro nelle aziende armiere bresciane).

In Valtrompia 500 milioni di fatturato: 95% da esportazioni
In Valtrompia 500 milioni di fatturato: 95% da esportazioni

Un mercato che fattura, solo in Valtrompia, 500 milioni di euro. Di queste risorse il 95% arriva dalle esportazioni. Oggi il comparto è in difficoltà e questo anche perché la “burocrazia in molti casi rende impari il confronto con altri operatori stranieri, decisamente agevolati da normative più semplici e da tempi di risposta assai più brevi di quelli italiani, che arrivano talvolta, in modo insostenibile, a novanta giorni. Le armi sportive sono un settore importante per l’economia e lo sono diventate perché la qualità dei prodotti italiani è la migliore del mondo. Basta andare a vedere quanti atleti finalisti nelle scorse olimpiadi brandivano armi italiane – spiega l’assessore.- Si trattava della quasi totalità, a conferma di una eccellenza che deve essere tutelata, perché così facendo si tutelano aziende italiane e con esse posti di lavoro.

Su questo tema, insieme con l’assessore regionale alle Attività produttive Mario Melazzini intendo sollecitare il Governo perché aiuti il comparto snellendo le procedure di concessione delle licenze per l’export. I controlli e le verifiche necessari alla sicurezza (essenziali per questo tipo di produzioni) non devono essere ridotti o compromessi, al pari però devono essere tutelate le capacità di stare sul mercato delle singole aziende, riducendo le formalità burocratiche e, soprattutto, garantendo tempi di risposta compatibili con l’esercizio di una attività economica” conclude Parolini.