ROMA – Agevolazioni per acquistare macchinari e impianti

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Nell’ambito del DL n. 91/2014, il cosiddetto decreto competitività, è prevista l’introduzione di un credito d’imposta per tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi (macchinari e impianti) compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Si tratta di macchinari e apparecchiature che intervengono meccanicamente o termicamente sui materiali e sui processi di lavorazione; dovrebbero, quindi, essere esclusi gli immobili strumentali, le autovetture e i computer.

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A partire dal 25 giugno 2014 fino al 30 giugno 2015, viene riconosciuto un credito d’imposta IRPEF/IRES, pari al 15% delle spese sostenute per investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature, superiori ad un importo unitario di 10.000 euro, realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti (2009-2013 per gli investimenti 2014), con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Il beneficio spetta a condizione che i nuovi investimenti siano incrementativi rispetto alla media delle spese, per macchinari ed attrezzature, sostenute nel quinquennio precedente, ossia che tali spese siano “in eccedenza rispetto alla media degli investimenti … realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti”. Possono usufruire dell’agevolazione anche i soggetti “neo-costituiti”, vale a dire i soggetti costituiti dopo la data di entrata in vigore del decreto. In particolare, secondo quanto chiarito dalla Relazione illustrativa, le imprese che hanno iniziato o inizieranno l’attività nel corso del 2014, nonché quelle che inizieranno l’attività nel 2015, potranno beneficiare dell’agevolazione per il valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta.

L’agevolazione, ancorché riconosciuta sotto forma di credito d’imposta e non di detassazione, ricalca la cosiddetta “Tremonti-ter” per quanto riguarda l’ambito oggettivo; il calcolo degli investimenti agevolabili riprende, invece, quanto previsto dalla “Tremonti-bis”.

La norma agevolativa riconosce un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, da ripartire in tre quote annuali di pari importo. La prima è utilizzabile dall’1 gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. In pratica, in caso di investimenti effettuati nel 2014, la prima quota dovrebbe essere utilizzabile dal 1° gennaio 2016.

Il bonus non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap e va indicato nella dichiarazione dei redditi riguardante il periodo d’imposta in cui è riconosciuto e in quelle relative ai periodi nei quali è utilizzato.

Il bonus viene revocato se l’imprenditore usa i beni oggetto degli investimenti per finalità estranee all’esercizio di impresa o li cede prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto. Nel caso in cui i beni oggetto degli investimenti siano trasferiti, entro i 5 anni successivi, in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche se appartenenti al beneficiario dell’agevolazione; il bonus ottenuto va restituito entro la scadenza per il versamento delle imposte a saldo relativo al periodo fiscale in cui si verifica la revoca.

Se un’azienda fruisce del credito senza in realtà averne diritto l’Agenzia delle Entrate recupererà le somme indebitamente percepite maggiorate di interessi e sanzioni.