MILANO – Riforma Camere di commercio, Parolini: “Sì nuove funzioni, ma non chiuderle”

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“Non si tratta di salvare lo status quo, perché ci sono molte cose che possono essere migliorate e cambiate, ma occorre distinguere bene tra ciò che va eliminato e ciò che va mantenuto. Le Camere di Commercio vanno valutate sui servizi che forniscono”. Lo ha detto l’assessore al Commercio, Turismo e Terziario della Regione Lombardia Mauro Parolini intervenendo al convegno “Riforma del sistema camerale. Quale protagonismo per le imprese e i corpi intermedi” e dichiarando la propria contrarietà ai progetti nazionali di riforma.

UnioncamereDurante il convegno tenutosi a palazzo Pirelli e che ha visto tra gli altri il contributo di Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia oltre che della Camera di Commercio di Brescia, è emerso il ruolo chiave delle Camere di Commercio all’interno dei diversi distretti economici, ma anche la rilevanza che questi enti rivestono, ad esempio, dal punto di vista culturale, attraverso il sostegno a fondazioni o alle realtà museali, o nella realizzazione di infrastrutture fondamentali per lo sviluppo di un territorio, come autostrade e aeroporti. Tra i punti su cui lavorare per riformare le Camere di Commercio, secondo Parolini, il settore del turismo “su cui c’è troppa frammentazione” o il fatto che troppo spesso “il deficit delle società partecipate è stato ripianato”.

Tuttavia “esistono società, come la Brebemi, in cui il ruolo della Camera di Commercio è fondamentale. L’autostrada che dal 23 luglio collegherà Brescia con Milano non ci sarebbe stata senza l’iniziativa delle Camere di Commercio. Come dimostrano gli accordi tra Regione Lombardia e Camera di Commercio – ha aggiunto Parolini – la gran parte degli 800 milioni raccolti con i diritti camerali tornano alle imprese”. Sul tema della sussidiarietà, Parolini ha ricordato che “le Camere di Commercio sono l’unica istituzione, la cui gestione è affidata direttamente alle imprese” anche se “le associazioni devono essere sempre più rappresentative. C’è spazio per un’autoriforma in questo”.

Le linee della riforma, per i tanti convenuti, devono concentrarsi sulle nuove funzioni da attribuire alle Camere di Commercio e quindi guardare allo snellimento della loro organizzazione e alla riduzione dei costi a carico delle imprese. Senza che si perdano le funzioni essenziali e i servizi alle imprese e, anche, il legame stretto con un territorio, quello lombardo, molto grande e variegato. Si può pensare, ad esempio a ridurre il numero della Camere di Commercio, e magari crearne una unica tra Brescia, Cremona e Mantova, ma una sola CCIAA a Milano non è sufficiente. Parolini ha infine messo in guardia sui rischi del “semplicismo” (per risolvere questioni complesse si pensa di “piallarle”) considerata “una degenerazione della semplificazione” e da un ritorno del “centralismo”, che appiattisce le differenze, che, invece, vanno “salvaguardate e valorizzate”.