BRESCIA – Una possibile strategia contro l’Alzheimer e il Parkinson

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Sichiama MT5-MMP, è la proteina chiave di un importante meccanismo biologico alla base del continuo ricambio di nuovi neuroni nel cervello di un individuo adulto che si originano dalle cellule staminali neurali. Uno studio eseguito sui topi e frutto della collaborazione tra le Universit à spagnole di Valencia e Oviedo e l’Università degli Studi di Brescia è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista NatureCell Biology: “MT5-MMP regulates adult neural stem cell functional quiescence through the cleavage of N-cadherin”.

parkinson1La qualità della ricerca di Ateneo raccoglie l’ennesimo importante riconoscimento grazie al prezioso contributo della dott.ssa Antonella Consiglio, ricercatore universitario di Biochimica dell’Unità di Riprogrammazione dei fibroblasti che afferisce al Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale, consorziato all’Istituto Nazionale di Neuroscienze. La ricercatrice ha già beneficiato nel 2010 di un generoso finanziamento della Fondazione GuidoBerlucchi per studi sulle cellule staminali pluripotenti umane per il trattamento di tumori cerebrali maligni.

“Ha poco più di 10 anni la rimozione del dogma del cervello quale «organo strutturalmente immodificabile» a seguito della scoperta della neurogenesi, ovvero il processo mediante il quale vengono generate nuove cellule nervose a partire da cellule staminali, già presenti nel cervello. Nell’individuo adulto, la neurogenesi rappresenta una forma di plasticità estremamente sofisticata ed efficace che contribuisce alla capacità di acquisire, adattarsi e rispondere adeguatamente a nuovi stimoli e informazioni” precisa il prof. Maurizio Memo, Prorettore delegato al coordinamento delle attività di ricerca,internazionalizzazione e alta formazione. Ed aggiunge inoltre: “l’esistenza di aree neurogeniche suggerisce la potenzialità del cervello di mettere in atto risposte adattative in situazioni patologiche neurologiche e psichiatriche tra cui la malattia di Parkinson, di Alzheimer, l’ictus, l’epilessia, ladepressione, i disordini bipolari. La relazione tra neurogenesi e malattie neuropsichiatriche costituisce un nuovo campo di indagine neurobiologica. L’idea stessa di modulare farmacologicamente il processo fisiologico di neurogenesi è di per se innovativa e si pone in alternativa al trapianto. Questo è l’ambito concettuale nel quale si colloca lo studio della dott.ssa Consiglio sui meccanismi di controllo della neurogenesi”.

L’analisi compartecipata del team rappresenta un importante avanzamento scientifico per comprendere i meccanismi molecolari che spingono le cellule staminali neurali residenti a differenziarsi in neuroni maturi e quindi a rendere efficaci i processi riparativi e rigenerativi cerebrali.

I nostri tessuti si rinnovano costantemente grazie alla presenza di cellule staminali che generano nuove cellule per sostituire quelle invecchiate. Le cellule staminali, nei tessuti si trovano localizzate in sedi ben precise dette nicchie, nelle quali interagiscono con altre cellule che le mantengono in uno stato quiescente addormentato. Questo tipo di interazione a livello cerebrale è mediato dalla proteina di adesione cellulare N-caderina. La ricerca dimostra per la prima volta che esiste una proteina denominata MT5-MMP, capace di tagliare N-caderina liberando così la cellula staminale dal controllo delle cellule della nicchia.

“Se da una parte il nostro studio spiega il meccanismo con il quale le cellule staminali neurali si differenzino in neuroni durante l’intero arco della vita di un individuo, dall’altro è importante anche considerare che la perdita del controllo di quiescenza delle cellule staminali possa portare alla formazione di un tumore” spiega Antonella Consiglio.

Ci si augura che questa scoperta consenta di identificare strategie specifiche nel campo della medicina rigenerativa per il trattamento di malattieneurodegenerative devastanti come l’Alzheimer e il Parkinson.