ROMA – Autorizzazione Integrata Ambientale, domande fino al 7 settembre

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Il Decreto Legislativo 46/2014 (entrato in vigore l’11 aprile 2014) ha introdotto alcune importanti novità riguardanti la disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

aia

 

Nel merito, l’AIA è un’autorizzazione “integrata” nel senso che nelle relative valutazioni tecniche sono considerate congiuntamente tutte le diverse linee di impatto sull’ambiente dell’attività da autorizzare, nonché tutte le condizioni di vita dell’impianto (non solo a regime, ma anche nei periodi transitori e in fase di dismissione) perseguendo una prestazione ambientale ottimale.

Con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 marzo 2014, n. 72, S.O.) è stata recepita – con un ritardo di 15 mesi rispetto al termine fissato a livello europeo – la direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali ed alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (la cosiddetta “direttiva IED”). Con esso viene esteso il campo di applicazione delle precedenti normative e sono ampliate le categorie per cui è prevista l’autorizzazione.

Per le Aziende che diventano soggette all’AIA è stato fissato il termine del 7 settembre 2014 per la presentazione della domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale. In breve, tra le principali novità si segnalano:

–          Relativamente alla gestione dei rifiuti, alcune categorie di impianti di trattamento rifiuti vengono per la prima volta assoggettate ad Autorizzazione Integrata Ambientale. Tra queste si evidenziano: impianti di compostaggio (potenzialità superiore alle 50 ton/giorno) dei rifiuti urbani; digestori anaerobici (potenzialità superiore alle 100 ton/giorno); impianti di co-combustione; impianti di tritovagliatura; frantumatori di rifiuti metallici (compresi i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e i veicoli fuori uso e relativi componenti); impianti di trattamento di scorie e ceneri. Per quanto concerne le attività energetiche: sono incluse le installazioni per la combustione di combustibili con potenza “pari o superiore a 50MW”; riguardo gli impianti di gassificazione o liquefazione, oltre al carbone vengono inclusi anche altri combustibili, purché la potenza termica sia pari o superiore a 20MW.

–          Sono introdotti nuovi obblighi in materia di ripristino del sito: sono previsti controlli quinquennali sulle acque di falda e ogni dieci anni sui terreni, questo al fine di monitorare anche in corso d’esercizio le installazioni industriali impattanti. Ovviamente per procedere con questo tipo di controlli occorre avere dei valori in partenza, ovvero ante installazione occorre redigere una relazione di riferimento. Saranno, quindi, condotte delle analisi sullo stato di qualità dei suoli e della falda prima della messa in esercizio dell’impianto. Tale verifica verrà condotta al momento di rinnovo dell’AIA per gli impianti già in essere.

Sono, infine, state inasprite le sanzioni: per gli inadempienti è previsto l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 2.500 a 26.000 €.