TRENTO – Al rifugio Contrin il 31° raduno nazionale degli alpini e l’avvio del pellegrinaggio civile della pace

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All’indomani del giorno che ha aperto le celebrazioni del centenario d’inizio della Grande Guerra le montagne del Trentino sono già state protagoniste di un primo importante appuntamento. Nella suggestiva cornice del rifugio Contrin, ai piedi della Marmolada, si è svolto il 31° raduno nazionale degli alpini che quest’anno ha visto anche l’avvio del pellegrinaggio civile della pace proposto dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto. Un percorso di 20 giorni lungo il Sentiero della Pace realizzato trent’anni fa dalla Provincia Autonoma di Trento.

Non a caso è stato scelto il rifugio Contrin per la tappa zero del pellegrinaggio. Il Contrin è un luogo molto caro agli alpini e alla Sat che qui hanno la loro casa dagli anni Venti quando insieme ricostruirono l’edificio distrutto dalla Grande Guerra.

Alpini con muloOltre 500 persone, nonostante l’inclemenza del tempo, si sono date appuntamento al rifugio, dopo aver percorso a piedi il ripido sentiero che sale da Penìa, per l’alzabandiera, i discorsi ufficiali e la Santa Messa celebrata da don Bruno Fasani. Tra le autorità non hanno voluto mancare, tra gli altri, il presidente della Provincia, Ugo Rossi, il presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il presidente dell’ANA nazionale, Sebastiano Favaro.

“Io vi porto il saluto della Provincia autonoma – ha affermato Ugo Rossi. La mia presenza vuole essere la testimonianza di quanto siamo vicini agli alpini. Tutti noi siamo qui oggi perché vogliamo ricordare i caduti e un passato che ha visto su queste montagne tante tragedie. Ma la cosa più importante che ci unisce è che noi siamo qui perché la pace non è solo assenza di guerra ma perché la pace si costruisce tutti i giorni, cosa che gli alpini fanno da sempre, giorno dopo giorno”.

“La pace esige un impegno quotidiano e la consapevolezza che da essa dipende la sopravvivenza della comunità – ha affermato Morena Berti in rappresentanza del Reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti. Maria Dolens ogni sera suona cento rintocchi in memoria di tutte le guerre ma si rivolge anche alla coscienza dei vivi perché si costruisca una società che prevenga la violenza e il conflitto. Attraverso il pellegrinaggio civile a cento anni di distanza da quell’immane tragedia noi cammineremo lungo quel fronte, daremo un’anima al sentiero, saremo pellegrini alla ricerca della pace in primis con noi stessi e poi con gli altri, saremo testimoni che essere uomini di pace si può”.

Sul grande prato che sovrasta il rifugio Contrin oggi erano in bella mostra decine di gagliardetti di gruppi di alpini venuti da tutta Italia. “Per la sezione ANA di Trento – ha detto il presidente Pinamonti – organizzare questo raduno è un grande onore”. Inaugurato nel 1897 per gli escursionisti, trovandosi sulla linea del fonte, durante il conflitto il rifugio venne occupato dal comando austriaco della guarnigione a difesa della valle. “Oggi – ha concluso Pinamonti – siamo qui per ricordare e stare insieme nel segno della fratellanza e dell’amicizia”.