BRESCIA – Il magico mondo giapponese va in scena al Museo Diocesano

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Giovedì 26 alle ore 17 il maestro Sandro Savoldelli farà la cerimonia del té “Chadou” nella via del té per capirne il significato, gli strumenti e il suo il rituale. Il maestro Savoldelli spiegherà le tecniche della pittura Sumi-e, una delle più caratteristiche pitture nipponiche. Qui i riferimenti su Facebook a Il Giappone nel Chiostro e Bushido.

10171184_10202868152976683_2028713707_nProsegue l’iniziativa Adotta una Stampa tesa al recupero e al restauro delle stampe della Fondazione Mazzocchi in mostra al museo Diocesano  sino al 31 luglio. I Visitatori possono adottare una stampa, consentendo il restauro della stessa. Il nome del patrocinatore resterà visibile accanto alla didascalia della mostra e nelle schede di inventario. Le stampe saranno restaurate da Studio Carta di Laura Chignoli. Il costo  può variare a seconda dello stato di conservazione di una stampa partendo da 70 euro in su.

Hiroshige, Hokusai e i grandi maestri dell’Ukiyo-e nelle stampe giapponesi, un percorso attraverso circa 100 incisioni della scuola pittorica giapponese più conosciuta in occidente con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone, Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia e del Comune di Coccaglio. L’esposizione, tra le più complete del genere, è il frutto del lavoro di studio di un anno del patrimonio calcografico della fondazione Pompeo e Cesare Mazzocchi, compiuto da un’équipe di studiosi coordinati da Nicoletta Spadavecchia e Paolo Linetti. Dalla ricerca sono emerse molte sorprese e novità che hanno permesso di ricreare un vero e proprio percorso nella grafica giapponese dalla seconda metà dell’Ottocento.

La ricca collezione si deve a Pompeo Mazzocchi, commerciante di seta che risollevò l’economia del mercato tessile europeo. La sua passione per il collezionismo d’arte, ha potuto restituirci stampe che si credevano per sempre perdute. Molti autori giapponesi amavano fare opere facenti parte di una serie  (“le 36 vedute del monte Fuji”, “gli otto ristoranti della Tokaido”, i “sette fiori splendenti” ecc) di cui indicavano il nome e il numero dei soggetti. Di alcune serie solo pochi soggetti sono rimasti e qui ritornano ad affacciarsi al presente, in alcuni casi l’esistenza di un artista è nota unicamente per una stampa facente parte di una serie. Nulla si sa di lui se non del fatto che nel 1872 fece una stampa della serie delle vedute di yokohama. Nella collezione mazzocchi ve ne sono altre 8.

L’intento della mostra è quello non solo di mostrare questi tesori, ma far comprendere il contesto storico, la differente punto di vista storico artistico, la trasmissione del “timbro” ossia l’acquisizione del timbro e del nome del maestro (il pupillo di un maestro ne ereditava il nome, da quel momento il suo nome cambiava e il proprio veniva ereditato dal pupillo di quest’ultimo). Un altro fine è fare entrare il visitatore nelle stampe attraverso un allestimento rievocativo.

In abbinamento alle opere sono state poste oggetti facente parte della collezione Mazzocchi che si abbinano alle stampe e ne fanno meglio comprendere la raffigurazione bidimensionale, tamburi, pistole antiche, spade, avori, netsuke e molto altro.

In mostra, grazie alla cortesia di Chiara Fasser, sarà esposta anche la celeberrima “Onda” di Hokusai. Ancora a Chiara Fasser e Giuseppe Nova si deve il prestito di altre incisioni di Hokusai e Utamaro che hanno permesso di rendere più completo il percorso.

Si ringrazia  Alberto Facchetti, presidente della Fondazione Mazzocchi e Giovanna Bo’ produttrice un innovativo progetto per la RAI mirato a insegnare la storia dell’arte ai bambini con un cartone animato tutto italiano. Vista l’importanza della mostra la RAI concede in via eccezionale la licenza di proiezione dell’episodio su Hokusai in anteprima assoluta.