MILANO – Caccia, via libera alla cattura di uccelli selvatici come richiami e storni

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“Sono autorizzate le catture di cesena, merlo, tordo bottaccio e tordo sassello a fini di richiamo e il prelievo di storni per prevenire danni alle colture agricole. Queste sono le novità che oggi la giunta regionale di cui faccio parte ha approvato – ha dichiarato l’assessore Mauro Parolini.- Si tratta di provvedimenti che interesseranno il mondo venatorio bresciano. Permetteranno, infatti, un prelievo responsabile e rispettoso dell’ambiente, delle norme Europee e delle richieste che giungono dal mondo agricolo e venatorio”. La delibera che, attraverso le Province, mira a reintegrare le dotazioni per la caccia con appostamento fisso, è “il risultato migliore che si poteva ottenere oggi. Certo è positivo il fatto che anche quest’anno è autorizzata la cattura di richiami vivi, necessari per l’esercizio della caccia da appostamento fisso.

Caccia derogaPerò è poco coerente, anche sotto il profilo logico, che la Commissione Europea e l’Ispra obblighino le regioni ad una programmazione pluriennale delle catture, con una riduzione progressiva delle stesse, mentre la Direttiva uccelli prevede che questa e altre deroghe debbano essere annuali”. L’incontro del settembre scorso con la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea, “da me promosso, ha aperto uno spiraglio sulla caccia del tordo, della peppola e del fringuello. E’ necessario documentare scientificamente l’assenza di alternative alla caccia in deroga sulle basi di motivazioni culturali e delle tradizioni dei luoghi, pretendendo poi dall’Ispra che faccia il suo dovere e fornisca i dati la cui produzione rientra tra i suoi compiti istituzionali”. Il provvedimento di oggi autorizza le Province ad effettuare la cattura di uccelli selvatici per la cessione ai cacciatori ai fini di richiamo da utilizzarsi nella caccia da appostamento.

Le specie catturabili sono: cesena, merlo, tordo bottaccio e tordo sassello. La norma stabilisce il numero massimo di uccelli catturabili, suddiviso per specie e per provincia. La cattura potrà essere effettuata dal 21 settembre al 31 dicembre 2014, da un’ora prima dell’alba al tramonto, con l’impiego di richiami vivi appartenenti alle specie che si intendono catturare, in impianti fissi a reti verticali con maglia non inferiore a 32 millimetri. E’ previsto il numero massimo, suddiviso per specie, di uccelli catturabili da ogni Provincia. Lo stesso ente dovrà provvedere ai controlli e alla vigilanza. Diversa è invece la disposizione che autorizza il prelievo di esemplari appartenenti alla specie storno, al fine di prevenire gravi danni alle colture agricole, nel rispetto dei tempi e modi previsti dalla vigente disciplina nazionale e regionale in materia di attività venatoria e dalle prescrizioni del parere Ispra.

Il prelievo potrà essere effettuato nel periodo compreso tra il 21 settembre 2014 e il 31 ottobre 2014 ed esclusivamente nei vigneti, uliveti e frutteti in presenza del frutto pendente e del contemporaneo utilizzo di metodi incruenti di dissuasione, nonché in prossimità degli stessi per un raggio di 100 metri, localizzati nei seguenti comuni: Adro, Bedizzole, Botticino, Brescia, Capriolo, Castenedolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Collebeato, Cologne, Concesio, Corte Franca, Desenzano, Erbusco, Gambara, Gavardo, Gussago, Lonato del Garda, Maclodio, Manerba del Garda, Paderno, Passirano, Polpenazze, Pozzolengo, Provaglio D’Iseo, Puegnago, Rodengo, Rovato, Saiano, Salò e Sirmione. “Il provvedimento si rivolge ai cacciatori residenti in Lombardia iscritti negli ambiti territoriali di caccia e nei comprensori alpini – conclude Parolini – ogni cacciatore potrà prelevare fino a un massimo di 20 capi giornalieri e di 100 capi complessivi per l’intero periodo e dovrà annotare i capi prelevati sul tesserino venatorio e sulle schede di monitoraggio”.