BRESCIA – Premio “Città di Brescia-Albino De Tavonatti, le candidature entro il 30/06

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Ci sarà tempo fino al 30 giugno per presentare le candidature per il premio “Città di Brescia – Albino De Tavonatti”, quest’anno alla sua decima edizione. Le proposte, in carta semplice, dovranno essere indirizzate al Sindaco e pervenire all’ufficio protocollo del Comune. La consegna dei premi avverrà in una cerimonia pubblica nel salone Vanvitelliano il 25 settembre 2014 alle 16.30.

10052115Istituito per volontà della famiglia De Tavonatti e dell’amministrazione comunale, il riconoscimento è destinato a persone singole, associazioni e organismi del volontariato che si sono distinte in opere e azioni di cura, assistenza e integrazione sociale delle persone con disabilità fisiche o mentali.

Le segnalazioni per l’assegnazione del premio possono essere formulate da enti, associazioni, parrocchie, organizzazioni sindacali, organi scolastici, componenti della amministrazione e da singoli cittadini. La commissione, che si occupa di raccogliere e valutare le segnalazioni e individuare il vincitore o i vincitori, è nominata dal sindaco ed è composta dal sindaco stesso o un suo delegato, un membro della famiglia De Tavonatti, l’assessore ai servizi sociali, membri della stampa locale (Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera Brescia) e un rappresentante del vescovo di Brescia. Ai vincitori sarà consegnata una pergamena che riporta le generalità del beneficiario e la motivazione che ha determinato il riconoscimento e un premio in denaro dell’importo di 4mila euro, che può essere suddiviso in due o più beneficiari, oltre a due “grossi” di bronzo (riproduzione della moneta coniata a Brescia tra il 1250 e il 1332).

Il premio rappresenta l’occasione per ricordare la figura di Albino De Tavonatti, per molti anni amministratore pubblico e animatore di numerose iniziative associative e di solidarietà. Assessore comunale per cinque anni, vicesindaco per undici anni a fianco del sindaco Bruno Boni, De Tavonatti fu anche fondatore e per trent’anni presidente della sezione bresciana dell’Aias, Associazione Italiana Assistenza Spastici. Un impegno, civile e umanitario che il premio a lui intitolato vuole ora ricordare e, in qualche modo, prolungare.