VALTROMPIA – “Proposta” chiude con Ecomuseo e “Documenti raccontano”

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Le ultime date di “Proposta ‘14” sono dedicate all’evento “Ecomuseo InConTra il territorio”, una serie di appuntamenti in cui le associazioni e i Comuni che fanno parte dell’Ecomuseo della Valtrompia “La Montagna e l’industria” intendono far conoscere e apprezzare al maggior numero possibile di utenti la nascita e il senso di questa istituzione. Il primo di questi appuntamenti è per venerdì 20 giugno al Complesso Conventuale di Santa Maria degli Angeli a Gardone. La serata prende inizio alle 21 con la presentazione della pubblicazione “Sulle orme di San Bernardino” realizzata dagli studenti dell’istituto “Chizzolini” di Zanano. Il lavoro sarà illustrato dal prof. Brunello Galliano, curatore della pubblicazione, dal prof. Valerio Pece e da alcuni alunni. Alle ore 21,40 seguirà la lettura teatrale “Oh, nuda terra di Valcavrera”, dedicata sempre alla figura di questo Santo noto per la sua predicazione in molte parti d’Italia, tra cui appunto la Valtrompia. Avendo intenzione di acquisire un pezzo di terra in questo territorio per fondare una piccola comunità di frati con il compito di continuare la sua opera di evangelizzazione, si rivolse alla nobile e potente famiglia degli Avogadro.

Oh nuda terraFra Bernardino fu così accolto, nel loro austero palazzo in Zanano, dal “Magnifico” Giacomo Filippo e dal nipote Onofrio. Alcune vicende storiche centrate su tale donazione si intrecciano con il nutrito repertorio di novelle e prediche del frate, in cui viene ben rappresentato il modo di vivere le cose del suo tempo. Donne, fanciulli, magistrati, preti, mercanti, usurai, maldicenti: un mondo vario, vivente, drammatico. I vizi e le virtù, le verità e gli errori, le novità e le tradizioni: su tutto si sofferma lo spirito analitico del Santo che, talvolta rude nel suo linguaggio ma franco e schietto, non si lascia intimorire da nessuno. Durante la serata sarà offerta una degustazione da parte del “Consorzio Nostrano Valtrompia Dop”. La seconda e la terza serata vedono al centro delle iniziative l’allestimento di “Documenti raccontano”, produzione di Treatro Terre di confine. Sabato 21 giugno lo spettacolo verrà realizzato alle ore 21,40 al complesso plebano Pieve della Mitria a Nave e sarà preceduto alle 21 da una presentazione curata dall’associazione “Amici Antica Pieve della Mitria” dell’antico e suggestivo Mulino Fenotti, risalente al ‘600. Durante la serata sarà offerto anche un rinfresco, sempre a cura degli Amici della Mitria.

Documenti raccontanoDomenica 22 giugno lo spettacolo verrà invece proposto, sempre alle 21,40, nel piazzale Europa del Comune di Lodrino (in caso di pioggia nel vicino teatro), dove verrà preceduto da un concerto alle 21 della locale Banda Santa Cecilia. La drammaturgia dello spettacolo “Documenti raccontano” raccoglie e rielabora quattro fascicoli di carteggi storici rinvenuti e documentati dalla cooperativa “Arca” e dal Servizio archivistico di Valle nel progetto promosso dalla Regione Lombardia e Fondazione Cariplo “I documenti raccontano”. Il lavoro di rimaneggiamento e riscrittura dei testi ha permesso di scavare a ritroso nel tempo, per portare alla luce quell’umanità filtrata dal documento e porre in primo piano le storie rispetto alla Storia scritta da burocrati o funzionari pubblici nei loro dispacci. Si è inoltre sperimentato un percorso corporeo sui testi per costruire partiture fisiche e brevi scritture coreografiche che danno ulteriore forza e freschezza agli eventi narrati. Nello spettacolo emergono vicende umane che si intrecciano con momenti storici molto diversi tra loro.

L’alluvione di Marone del 1953 si lega alle vicende di persone che vivono il dramma dell’affondare, del perdersi, del precipitare nel fango, annegando nella povertà di chi perde ogni cosa. Si prosegue con una storia del 1942: uno studente “universitario viziato” dileggia due signorine con manifesti affissi per le strade. La vicenda permette di capire un mondo che fa proprio il mito dell’eroe maschio potente, virile, volitivo, stereotipo caro al regime fascista nel XX anno della sua era. Nel 1875 si conclude invece la storia di Francesco Ghitti, ricca di analogie con “Le avventure di Pinocchio” di Collodi: testimonianze di viaggi, fughe, incontri con la “buona fatina”, una maestra elementare, e con saggi “consiglieri” che fanno del nostro vagabondo ora un famiglio, ora un domestico, ora un taglialegna. Incontri interrotti da furtivi e veloci abbandoni e da “riacciuffi” inesorabili di baffuti carabinieri. Il conflitto a fuoco tra spalloni e frontalieri a Collio nel 1869 termina lo scavo del percorso drammaturgico per poi riemergere riportandoci all’oggi, alle partenze degli odierni “spalloni” che attraversano nuovi confini e sfidano deserti, mari e montagne per partire, per ricostruire, per rifarsi l’avvenire.