SAN MICHELE – La mostra “Paesaggi lungo la via Claudia Augusta” al museo di San Michele

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La Via Claudia Augusta, l’antica via romana costruita circa 2000 anni fa per collegare il Po al Danubio e completata dall’imperatore Augusto, del quale nel 2014 ricorre i bimillenario della morte, è lunga circa 600 chilometri dalla laguna veneta, attraverso le Alpi per raggiungere la pianura germanica.

Museo-Usi-e-Costumi-della-Gente-Trentina-vista-dall-altoDell’antico tracciato sono giunti a noi pochi resti, resta infatti ancora allo studio degli esperti, ma probabilmente è stato ripreso dalle successive vie comunicazione usate ancora oggi. Indiscutibile è però il susseguirsi degli scenari che caratterizzano la Via Claudia Agusta: oggi come allora, si incontrano paesaggi differenti e complementari che affascinano e stimolano alla riflessione, cambiando aspetto con il susseguirsi delle stagioni e con il modificarsi del clima. La mostra di Gianni Bodini “Paesaggi lungo la Via Claudia Augusta” presenta alcuni di questi panorami: dall’ambiente “anfibio” della laguna ai colli prealpini, dalle cime maestose dell’Ortles alle gole dell’Inn, dai laghi prealpini della Baviera alle pianure brumose che portano alle rive del Danubio… Un alternarsi di paesaggi arcaici e carichi di storia.

La mostra è accompagnata da un numero monografico di “Arunda”, la rivista della Val Venosta che dal 1976 contribuisce a diffondere storia e cultura locali a livello transnazionale. Numero interamente curato dal fotografo di Silandro Gianni Bodini, arricchito da un ampio apparato iconografico che fa da cornice a una serie di racconti di chi ha accompagnato il suo viaggio lungo la Via Claudia Agusta, storie che approfondiscono i luoghi di interesse culturale che vi si possono incontrare, come il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige. “Il mio” commenta Bodini “vuole essere solo un invito a mettersi in viaggio per conoscere meglio la varietà di paesaggi che si possono scoprire in un territorio relativamente ristretto e per conoscere più a fondo i nostri vicini che sono spesso i grandi sconosciuti”.