APRICA – Pellegrini in traversata al santuario di Ardesio, a piedi con il Cai

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Un gruppo di ventotto persone è partito lo scorso sabato mattina 14 giugno da Aprica alla volta di Ardesio in Val Seriana per il consueto annuale pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ardesio, in provincia di Bergamo, seguendo la via più diretta: gli innevati passi orobici. Dopo la prima parte in auto fino a Carona di Teglio, c’è stata una breve sosta per una riflessione del parroco Don Augusto nella chiesetta dedicata a Sant’Omobono con gli affreschi della cappella della Madonna del Rosario, datati tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, aperta per l’occasione.

La comitiva in pellegrinaggio
La comitiva in pellegrinaggio

Ancora un tratto in auto, prima di iniziare a piedi la salita verso il Passo Caronella, a 2.804 metri, dove c’è stata la sosta per pranzo cui è seguita una discesa a scivoloni nella neve verso il rifugio Barbellino, a 2.130 metri, punto d’arrivo di circa dieci persone, mentre gli altri hanno raggiunto il più grande rifugio Curò, a un’oretta di cammino. Quest’anno, in occasione del 35° anniversario, si è pensato di realizzare un breve video con i momenti salienti dell’escursione, organizzata dal Cai di Aprica con le parrocchie dei Santi Pietro e Paolo e di Santa Maria e il Gruppo del Soccorso Alpino.

Hanno partecipato anche tre soci del Cai Teglio, mentre negli anni precedenti c’erano anche soci del Cai di Tirano o addirittura di quello di Ardesio, che venivano in autobus fino ad Aprica per fare in compagnia tutto il percorso. Data la quantità di neve in quota, da alcuni anni gli amici di Ardesio si limitano a salire fino al Passo Caronella dal loro versante, per scendere poi tutti verso i rifugi, dove insieme si trascorre la notte.

Chi non riesce a sostenere la fatica del percorso a piedi può sempre scegliere di arrivare ad Ardesio la domenica mattina in autobus, partecipare alla messa e al rosario pomeridiano nel Santuario Madonna delle Grazie, al pranzo preparato in oratorio e poi ritornare a casa nel pomeriggio con gli altri pellegrini. È stata una traversata alpina dai molteplici significati: escursionistico, religioso, naturalistico e culturale.