ROMA – Legge elettorale, Democratellum vs Italicum: Grillo vuole trattare

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La nuova legge elettorale entra nel vivo. Con il Movimento 5 Stelle che definisce i termini della proposta da discutere con Matteo Renzi. Un incontro per parlare di legge elettorale partendo dal Democratellum, come i Cinque Stelle chiamano la loro proposta di riforma.

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In una lettera aperta i gruppi di Camera e Senato invitano il presidente del Consiglio a un confronto, da trasmettere in diretta streaming “secondo le regole della trasparenza”.

La nostra proposta favorisce la governabilità, senza presentare profili di incostituzionalità. Il suo impianto limita la frammentazione dei partiti e avvantaggia le forze politiche maggiori.”, assicurano i Cinque Stelle in una lettera aperta  pubblicata sul blog di Grillo “È il frutto di un intenso lavoro portato avanti da decine di migliaia di cittadini che per mesi hanno contribuito direttamente a determinarne le caratteristiche. La nostra proposta assicura la rappresentatività del Parlamento e rafforza il rapporto tra eletti ed elettori. Infatti, si tratta di un sistema proporzionale in circoscrizioni di dimensioni intermedie che, pur essendo sensibilmente selettivo, grazie alla formula del divisore corretta, consente l’accesso al Parlamento anche alle forze politiche piccole. Inoltre, prevede la possibilità per gli elettori non solo di esprimere un voto di preferenza, ma anche di penalizzare i candidati sgraditi, favorendo in questo modo una più diretta responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori”.

In maniera del tutto inaspettata, quindi, anche il Movimento 5 Stelle offre la propria disponibilità a sedersi al tavolo delle riforme istituzionali. La svolta è partita dallo stesso Di Maio che avrebbe, secondo alcune ricostruzioni, convinto Grillo e Casaleggio ad uscire dalla logica dicotomica dell’ “o noi o contro di noi”.

E se Matteo Renzi non ha ancora del tutto chiaro quale sia la reale strategia dei suoi principali oppositori, in compenso sa benissimo a cosa sia impossibile rinunciare nella trattativa: doppio turno e ballottaggio. Si tratta delle due principali conquiste strappate a Berlusconi che, negli ultimi vent’anni, hanno favorito nei Comuni le ripetute vittorie del centrosinistra.