BRESCIA – Parco tecnologico Nibiru Planet, Galletti (Cgil): “Rischio bagliore, servono coraggio e innovazione”

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Il Nibiru Planet, il parco tecnologico che sorgerà nell’attuale sede di Brixia Expo la cui intesa di realizzazione è stata sottoscritta recentemente, secondo il segretario della Cgil di Brescia Damiano Galletti, “solleva alcune domande sul recente passato del nostro territorio e, soprattutto, sul suo futuro”. “Partiamo dal passato. In poche settimane si è deciso di archiviare in modo frettoloso e disinvolto l’esperienza della fiera. L’economia è cambiata, si dirà – continua Galletti – e poco utili sono diventati oramai contenitori fieristici per promuovere le eccellenze produttive del territorio: vero, ma resta la questione se sia stata davvero scelta giusta quella di scatenare una competizione territoriale con l’area espositiva di Montichiari e resta il disagio per scelte fatte in passato incapaci di guardare lontano e che, negli anni anni, hanno creato debiti milionari. L’oggi ci dice che quando si fa sistema a livello territoriale, come è il caso del parco tecnologico Nibiru, i tempi di intesa sono rapidi e si trovano le risorse.

NibiruSoggetto forte dell’operazione sarà Ubi Banca che entrerà nella nuova società con una quota importante e, soprattutto, metterà tanti soldi a disposizione. L’operazione commerciale è forse interessante – continua il segretario bresciano – anche se non mancano perplessità, ma resta che per altre sfide imprenditoriali trovare finanziamenti non è stato e non è altrettanto facile. La vicenda Optiverde ex Brandt è a riguardo sintomatica e, nelle ultime settimane, sono diversi i progetti di rilancio del settore manifatturiero. Eppure mai come oggi avremmo bisogno di coraggio, di innovazione, di idee finanziate messi in progetti che guardano al futuro. Penso al settore privato, ovviamente, ma anche al pubblico. La metropolitana e il trasporto pubblico locale, senza visione strategica, rischiano di diventare opera faraonica e solo costosa: senza fare paragoni con le grandi capitali, a Rennes, città di dimensioni paragonabili a Brescia, i passeggeri che si muovono coi mezzi pubblici ogni giorno sono due volte e mezzo quelli di Brescia.

Bonifiche e risanamento ambientale rappresentano allo stesso modo attività di ricerca e buona occupazione cui si dovrebbero destinare risorse importanti. Invece, a riguardo, avvertiamo fin troppa timidezza. Lo stesso Musil, il museo dell’industria e del lavoro, sarebbe (o avrebbe potuto essere temo) occasione preziosa per immaginare un reale polo culturale che interroga la nostra storia lavorativa e industriale ma progetta anche il futuro, lavorando in sinergia con le università, le scuole e le imprese presenti sul territorio. Il timore è che il Nibiru Planet – continua Galletti – diventi il bagliore dietro cui decidiamo di nascondere tutte le debolezze di una provincia poco capace di interrogarsi su cosa è stata in passato e ancora meno in grado di provare a immaginare e costruire un futuro sostenibile sul piano produttivo, sociale e ambientale, aspetti che si legano e viaggiano sempre più a braccetto.

Se oltre al Nibiru ci aggiungiamo il dibattito davvero stantio sul mercato del lavoro e sulla flessibilità che non è mai abbastanza, il timore rischia di trasformarsi in un incubo. In epoche come questa, i cambiamenti sono rapidi: Detroit non è lontana, a voler pensare il peggio, ma Lens – area di miniere una volta depressa ora rivitalizzata dal Louvre 2 – potrebbe essere anche più vicina. Ogni luogo ha la sua strada da percorrere – conclude Galletti – e Brescia, che ha una sua vocazione produttiva e tanti disastri ambientali cui mettere mano, in passato ha mostrato sguardo lungo. Quel 25% di produzione in meno che abbiamo perso dal 2007 a oggi possiamo recuperarlo solo avendo il coraggio di scelte importanti e innovative. Noi, se questo è il piano della discussione, siamo pronti a discutere”.