ROMA – Perdite deducibili e svalutazioni crediti, iter più semplice

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Con Circolare del 4 giugno 2014 n. 14/E, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla nuova disciplina ai fini IRES e IRAP introdotta dall’articolo 1, commi 158 -161, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) e sulla deducibilità delle perdite su crediti di modesto importo.

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Sono deducibili dall’IRES, a partire dal 2013, anche le perdite sui crediti cancellati in applicazione dei principi contabili nazionali. La Legge di Stabilità 2014, infatti, consente ora la deduzione dall’IRES delle perdite sui crediti cancellati dal bilancio anche alle imprese che adottano principi contabili nazionali. Gli elementi certi e precisi necessari per dedurre le eventuali perdite sui crediti sussistono anche nel caso di cancellazione dei crediti dal bilancio secondo la prassi contabile nazionale e non più solo in base ai principi contabili internazionali, come previsto in precedenza. Resta però salvo il potere dell’Amministrazione finanziaria di confutare la deducibilità della perdita qualora si evidenzi che le operazioni da cui è derivata in realtà dissimulino un atto di liberalità verso il debitore.

Novità in arrivo anche per banche e altri enti finanziari, per i quali sono ora deducibili in forma rateizzata (5 anni) le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela non derivanti da cessioni a titolo oneroso. Per la deduzione, invece, delle rettifiche dei crediti diversi da quelli verso la clientela rimane la necessità di verificare la ricorrenza degli elementi certi e precisi. Questa nuova disciplina a due vie sulla deducibilità delle rettifiche dei crediti è riferita anche alle imprese di assicurazione e si applica a partire dal 2013, mentre per le perdite e le svalutazioni operate sino al 2012 valgono le regole precedenti.

Per quanto riguarda l’IRAP, in linea di massima vale quanto predisposto per l’IRES, ma le riprese di valore eccedenti le svalutazioni e perdite concorrono alla formazione del valore della produzione in quinti. L’Agenzia ritiene infatti che le rettifiche di valore non dedotte nel periodo 2008-2012 possano essere recuperate solo in sede di cessione del credito, in continuità con il previgente regime.