BRESCIA – Lavoratori socialmente utili, un protocollo per limitare gli abusi

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L’assessorato provinciale al Lavoro, A.C.B e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto lunedì 9 giugno 2014 un protocollo in merito all’utilizzo dei Lavoratori Socialmente Utili da parte delle Amministrazioni Pubbliche in provincia di Brescia.

Le linee guida sottoscritte delimitano le modalità di utilizzo dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e sono stati collocati in mobilità. La crisi economica in corso da diversi anni ha comportato un aumento dei lavoratori collocati in mobilità ed è in tale contesto che le Amministrazioni pubbliche, anche per sopperire ai tagli delle risorse e di personale, hanno fatto massiccio ricorso dei lavoratori in mobilità e, talvolta, a utilizzi non idonei degli stessi. Nasce da questa situazione la necessità di aggiornare il protocollo sottoscritto nel 2005 tra parti sociali e Associazione Comuni Bresciani e di precisare, in base a quanto previsto dal D.L. 468/97 le modalità attuative nell’utilizzo dei Lavoratori Socialmente Utili, che purtroppo sono talvolta disattese comportando , in alcuni casi dei veri e propri abusi.

spazzinoLe linee guida sottoscritte, impegnano l’Associazione Comuni Bresciani, la Provincia di Brescia che coordina il lavoro dei Centri per l’Impiego e Cgil Cisl e Uil a far rispettare le modalità con cui utilizzare i lavoratori Socialmente Utili.
Le Pubbliche Amministrazioni, interessate all’utilizzo di Lavoratori Socialmente Utili, dovranno inoltrare le richieste ai Centri per l’Impiego, i progetti presentati dovranno contenere gli obiettivi che l’ente si pone e dovranno essere indicati qualifica, mansioni e tempo di utilizzo, che in prima richiesta non dovrà superare i sei mesi.

Sarà cura dei Centri per l’impiego assegnare lavoratori o lavoratrici in possesso di qualifiche compatibili con le prestazioni da svolgere e verificare che la durata della richiesta sia semestrale; nel caso in cui vengano presentate richieste per ulteriori periodi oltre il semestre i Centri per l’impiego segnaleranno lavoratori diversi, in modo tale da garantire il principio della rotazione (secondo i criteri stabiliti dalla normativa: residenza, maggior periodo residuo di trattamento previdenziale, ecc.).

Nell’eventualità di progetti che contemplano l’attività in più momenti della giornata sarà cura delle Amministrazioni provvedere alla selezione di più lavoratori per sopperire alla necessità di orario ed evitare, per quanto possibile, il frazionamento delle ore giornaliere.

Così come previsto dalla normativa è fatto divieto alle Amministrazioni Pubbliche richiedere l’utilizzo di lavoratori socialmente utili in attività di sostituzione di lavoratori o di posti carenti in pianta organica né in aziende compartecipate o aziende pubbliche economiche.

Si precisa inoltre che qualora il lavoratore o lavoratrice dovesse affrontare spese economiche sarà cura delle amministrazioni pubbliche farsi carico di tali spese ( così come previsto dal protocollo del 2005).