NEWGEN VOICE – Archivisti all’appello per il questionario ANAI

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Medici, avvocati, giornalisti, ingegneri, architetti, infermieri. E non proseguo oltre. Molte sono le categorie professionali i cui diritti sono tutelati da un albo. Se decidete di fare una ricerca online per enumerarle tutte quante, certamente non troverete quella degli Archivisti.

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Numerosi e interessanti sono i blog e i forum in cui è possibile, per i professionisti del settore, dialogare in merito alle questioni più urgenti: “Archiviando“, “Arch.i.m. Archivisti in Movimento“, il gruppo sorto su Facebook “Roba da Archivisti“,  per citarne alcuni.

Ma l’unica istituzione su cui coloro che operano nel settore possono realmente fare affidamento pare essere l'”Associazione Nazionale Archivistica Italiana“: “L’ANAI – si legge sul sito ufficiale – promuove attività e studi intesi a sostenere la funzione culturale degli archivisti, a sviluppare e a tutelare la loro professionalità, a incrementare le relazioni fra esperti e cultori degli archivi e a preservare e a valorizzare il patrimonio archivistico”.

L’ANAI e il suo forum “Archivi 23” riescono però a rappresentare in toto gli archivisti?

Evidentemente no, in quanto l’Associazione stessa è arrivata a chiedersi: “Quanti sono gli archivisti?”.

Voi potreste ribattere con un’altra domanda, che sorge estremamente spontanea: “Perché tutti quanti gli archivisti, una volta conseguito il titolo professionale per essere chiamati tali, non diventano soci ANAI?”. Non certo per spirito di ribellione. Il gioco non vale la candela, semplicemente. Pare che i costi d’iscrizione, per quanto bassi – 50 euro per il primo anno e 25 euro per gli anni a seguire – siano un’eresia per coloro che, dopo anni di studi presso le Università e presso le scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dislocate in 17 Archivi di Stato del nostro Paese, non stanno praticando la professione o lo stanno facendo da volontari.

Da ciò deriva una problematica non indifferente: “Non disponiamo di dati precisi su quanti siamo, dove e come lavoriamo – si legge sul sito ufficiale ANAI – e quali difficoltà incontriamo nel rendere ai nostri committenti e in generale alla comunità i servizi che diamo e potremmo dare”.

Non vorrei fare della psicologia spicciola né riprendere sentenze religiose greco-antiche dicendo che chi non conosce sé stesso non può certo dialogare con gli altri; ma uno dei limiti che l’ANAI incontra nel cercare di battersi per far valere gli interessi degli associati dipende proprio da questo. “Perché politici, giornalisti e colleghi di altre professioni – si legge – hanno difficoltà a capire potenzialità ed esigenze della professione archivistica?”. La risposta ci precede di qualche riga.

Ecco allora che l’ANAI ha deciso di promuovere una campagna di rilevazione sullo stato della professione archivistica: “Contarsi per conoscersi. Contarsi per contare”.

logoAnai

Di che si tratta? “Per ovviare a questa situazione – cito, – l’ANAI ha deciso di condurre un censimento per la rilevazione dello stato della professione archivistica”. In che modo? Proponendo un questionario, che si compila online in poco più di venti minuti.

Esso, realizzato su una  piattaforma web gentilmente concessa dall’Università di Macerata, è rigorosamente anonimo e mira a “geolocalizzare” gli archivisti, a valutare la loro formazione, a testare la loro partecipazione a convegni e seminari, a verificare se essi riescono non solo a vivere l’archivio ma anche a “vivere d’archivio”, praticando questa come professione principale.

Insomma, una modalità rapida e gratuita che potrà rivelarsi per l’ANAI un reale strumento per conoscere la situazione attuale del nostro Paese e per valutare la possibilità di tutelare meglio la professione archivistica.

Cliccate QUI per accedere al questionario: c’è tempo fino al 10 ottobre 2014. “L’iniziativa – cito – si rivolge a qualunque persona operi in ambito archivistico, in qualsiasi contesto (archivi correnti, di deposito e storici) e in qualsiasi forma (strutturati e non), vuole coinvolgere i soci ma soprattutto i non soci ANAI e intende far emergere consistenza, livello e tipologia di percorso formativo, tipologia e ambiti di attività professionale, modalità di accesso al lavoro, quantità e forme retributive della nostra professione. […] Le risposte sono anonime e tali rimarranno: il data base non collega le risposte agli indirizzi individuali di provenienza. […] La compilazione può richiedere circa venti minuti, ma può essere sospesa e ripresa prima di essere conclusa con l’invio. Ci sembra che l’obiettivo generale meriti questo piccolo impegno individuale. Gli archivisti sono invitati a diffondere quanto più possibile la notizia del censimento attraverso la rete delle loro conoscenze, a persone che svolgono o hanno svolto, anche parzialmente, attività di archivista. Chi desidera collaborare al censimento fornendo ulteriori informazioni e suggerimenti o essere informato direttamente dei suoi sviluppi può scrivere una mail a censimento@anai.org“.

Insomma, un buon punto di partenza perché gli archivisti cessino di assomigliare agli acari: nascosti tra la polvere e invisibili.