ROVATO – La metropolitana di Brescia: verso Franciacorta o Valtrompia?

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Il prolungamento della metropolitana di Brescia potrebbe andare verso la Valtrompia o verso la Franciacorta, nel frattempo, Claudio Bragaglio (Pd) e Fabio Rolfi, rispettivamente del Pd e della Lega Nord, esprimono le loro opinioni in merito con due lettere aperte.

“Sulla stampa le cifre del Metrò, illustrate in sede di Commissione consiliare dall’assessore Manzoni. Meritata la soddisfazione per i risultati ottenuti, anche se con preoccupazione per alcune cifre pesanti: circa 20 mln per il bilancio della Loggia.
Nondimeno, però, nella sfida del futuro per la riorganizzazione del trasporto pubblico riemerge la questione del prolungamento del Metrò. Per ora, molte e contraddittorie le opzioni in campo. Per non dire delle fantasie per linee d’un Metrò a raggiera!
Di recente la riproposta dell’assessore regionale, Alberto Cavalli, per la direttrice di Montichiari. Altri puntano verso ovest, sulla linea per Iseo, o verso est per Rezzato. Mentre s’accumulano i faldoni di documenti per l’originaria estensione in Val Trompia.
Troppe opzioni per non dar luogo alla certezza d’una paralisi decisionale. Mentre sullo sfondo si staglia l’apologo dell’asino di Buridano – con le sue cuoia tirate per fame – incerto nella scelta tra i troppi mucchi di fieno.
Contro la fattibilità del prolungamento segnalo due autorevoli interventi. Riflessioni serie, per molti aspetti anche condivisibili, ma che meritano a mio parere anche una qualche obiezione. Il primo del dott. Roberto Moreni, dirigente di valore in Comune, e poi “in cantiere” per il Metrò, che ritiene “irrealistica” l’estensione. Il secondo, dell’arch. Alessandro Benevolo che, sulla rivista “Città e Dintorni”, svolge un’analisi approfondita, con un richiamo a Rennes. Una conurbazione urbana che, pur essendo simile a Brescia, evidenzia però “una differenza abissale” nell’uso diffuso del mezzo pubblico. Realtà su cui aveva richiamato l’attenzione anche l’avv. Onofri con l’interessante convegno promosso nel 2011 dalla sua “Officina della città”.
Benevolo obietta – con ragione – che il Metrò possa diventare esso stesso una “rete” e ritiene quindi fondamentali le modalità della sua connessione con la rete leggera (Bus, Lam, Bike). Ma ai “metrottimisti” (tra i quali m’annovero) riserva poi la doccia fredda sull’eventuale prolungamento. Su alcune sue obiezioni (penso allo sfioccamento verso la Fiera Eib) mi sentirei di convenire, mentre invece mi pare non venga valutata nello specifico l’estensione in Val Trompia.
Le obiezioni economiche hanno oggi un fondamento evidente. Ma, a mio parere, la questione vera è di prospettiva. Anche per poter conseguire quei “grandi numeri” nel trasporto pubblico indispensabili per lo stesso riequilibrio finanziario. Ben sapendo che rinviando sine die la scelta tra le opposte opzioni significa precludersi ogni possibile soluzione anche per il futuro.
Infatti considerando il percorso del Metrò, partito nell’85 – e va reso omaggio alla progettualità di Piero Padula – ma realizzato 25 anni dopo, si tratterebbe fin d’ora di dare corso ad un “accordo programmatico” che poi vivrà nei suoi lunghi tempi scanditi dai bilanci dei vari enti coinvolti.rovato-muni
Ma una decisione va assunta per attivare complessi meccanismi realizzativi e per allocare le necessarie risorse finanziarie (Stato, Regione…). Brescia può svolgere un ruolo decisivo proprio per realizzare quanto stabilito dal sindaco Del Bono nel suo Programma. Così per la “Giunta dei sindaci” e la futura Provincia che manterrà competenze sui trasporti. Così per “Brescia Mobilità” e per i nuovi soggetti (Agenzie TPL) istituiti dalla legge 6/2012 della Lombardia.

Oggi, a mio parere, anche le condizioni politiche locali sono migliori rispetto al passato, potendo acquisire anche importanti scelte maturate dalla Giunta Paroli. Ed, in particolare, la svolta positiva impressa nel 2010 dalla Lega, con Rolfi e con Gallizioli alla presidenza della commissione Metrò.
Tra le varie opzioni anche a me sembra auspicabile quella della Val Trompia, considerato anche il rilevante carico passeggeri tra i comuni della Valle (già oggi la portata è di circa 10 mila passeggeri per giorno medio). In ogni caso, ed al di là del confronto sulle diverse opinioni, s’impongono scelte. Infatti la necessaria riorganizzazione dell’intermodalità e della rete allargata della mobilità – con gli evidenti riflessi anche sullo stesso equilibrio finanziario – non potrà prescindere dalla struttura “gravitazionale” che assumerà in prospettiva proprio il “sistema conurbano” del Metrò”.
Questa è la lettera aperta diffusa da Claudio Bragaglio (Pd).
Di seguito è riportata la lettera aperta di Fabio Rolfi.

“Ho letto con attenzione la lettera indirizzata alla stampa da Claudio Bragaglio, riguardante il tema della metropolitana di Brescia e il suo futuro. Si tratta di una questione importante che merita di essere approfondita e discussa con la rilevanza che le compete.

Se dobbiamo fare un bilancio di questa esperienza è bene sottolineare che il primo anno di vita del metrò ha portato risultati ottimi, in termini di utilizzo e di integrazione con il tessuto urbano, ponendo la città di Brescia, per quanto concerne il trasporto veloce intra-urbano, ad un livello veramente europeo e certamente superiore rispetto alla stragrande maggioranza dei capoluoghi di provincia italiani. Posta questa doverosa premessa però è bene ribadire un’altra questione, ovvero quella legata alle non trascurabili e crescenti difficoltà economiche derivanti dall’insostenibilità finanziaria per le casse del Comune della rete metropolitana sul lungo periodo.

Insostenibilità dovuta agli oneri finanziari connessi all’indebitamento assunto la cui difficoltà gestionale sarà sempre crescente, in particolare se non si lavora nella direzione di aumentare in modo sostenibile il bacino di utenza.

Per queste ragioni, e approfittando degli spunti offerti dalla lettera di Bragaglio, ritengo sia doveroso aprire un serio, ampio e articolato dibattito sul tema dell’estensione della rete metropolitana, un dibattito argomentato e ricco di contenuti, non tanto di sogni, al fine di lavorare su un terreno condiviso anche a livello istituzionale. Occorre condividere il percorso perché ormai la metropolitana è di tutti i bresciani e perché alla sua realizzazione hanno concorso, negli anni, più amministrazioni e certamente tutte le forze politiche.

Si tratta di un passaggio fondamentale e assolutamente ineludibile perché il vero salto di qualità lo si potrà avere soltanto con la trasformazione del sistema metropolitano di Brescia in un progetto più ampio, capace di coinvolgere in particolare l’area dell’hinterland (ma non solo), per arrivare a fornire un servizio davvero fruibile e completo a chi, in particolare per questioni lavorative o di studio, è costretto a recarsi in città ogni giorno. Inutile ribadire ancora una volta i vantaggi che ne deriverebbero, sia in termini di minore traffico automobilistico sia per quanto riguarda la sicura diminuzione dell’inquinamento dell’aria, oltre che, presumibilmente, di maggior sostenibilità dei costi di gestione.

È necessaria però cognizione di causa, approfondimento tecnico e la giusta attenzione per i costi: oggi non credo che siano sostenibili altri investimenti infrastrutturali impegnativi come quelli che hanno portato alla realizzazione della metropolitana in Città. Il quadro finanziario degli enti pubblici non lo sosterrebbe più, occorre quindi ragionare in modo molto pragmatico, puntando alla qualificazione o riqualificazione dell’esistente, sfruttando le massime sinergie possibili, ragionando in modo innovativo. Apprezzo il pensiero di Bragaglio sulla Val Trompia; i flussi di traffico attuali e il congestionamento viario della valle (accentuato dai ritardi di realizzazione dell’autostrada) giustificherebbero l’idea di estendere la Metropolitana in quella direzione.

Credo però che i costi di realizzazione dell’opera siano talmente ingenti da non essere sostenibili oggi con i vincoli e i limiti esistenti. Altre opzioni invece sono meno onerose da percorrere e altrettanto interessanti in termini di bacino di utenza potenziale. Mi riferisco soprattutto all’idea già accarezzata dalla Giunta di centro destra (e anche approfondita in uno studio preliminare di fattibilità), di riqualificazione della tratta Brescia-Castegnato, utilizzando la rete ferroviaria della Brescia-Edolo che oggi è evidentemente sotto utilizzata. Fra i vantaggi di questa soluzione ci sono un tragitto e stazioni preesistenti (magari da sistemare) e l’opportunità interessante e attrattiva di unire alla metropolitana i quartieri a ovest della città fino a Castegnato, collegando una porta di ingresso a Brescia oggi congestionata e caotica. Per tutte queste ragioni, a mio avviso, l’attuale governo di Palazzo Loggia dovrebbe seriamente ragionare su questa opzione, procedendo con altre fasi di studio più approfondite, e cominciando a costruire sul tema anche alleanze istituzionali, oltre che un consenso di sistema, affinché si possano poi individuare modalità, percorsi e risorse.

Non soffermarsi soltanto sulla rimostranze fini a se stesse circa le mancanze di risorse per il finanziamento della gestione della metropolitana, ma costruire sulle basi esistenti un progetto condiviso di sviluppo di lungo respiro”.