TRENTO – Donne e violenza, domande per il fondo di solidarietà

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Da lunedì 9 giugno le donne che hanno subito maltrattamenti e violenze e che hanno deciso di dire “basta” potranno presentare direttamente presso l’Ufficio Sviluppo e Innovazione delle Politiche sociali della Provincia autonoma di Trento (Via Zambra 42, Torre B, 6° piano – tel. 0461 493839) le domande per accedere al Fondo di Solidarietà per le donne vittime di violenza previsto dall’articolo 7 della legge provinciale n. 6 del 2010 (Interventi per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle donne che ne sono vittime). Il fondo nasce con l’obiettivo di sostenere e fornire un concreto aiuto economico alle donne vittime di violenza nella loro scelta di allontanarsi dall’autore di essa e di intraprendere un percorso volto a riacquistare dignità, autonomia, fiducia in loro stesse e nelle loro capacità.

img_42742_67037Nel limite massimo di 800 euro per grado di giudizio, il fondo provinciale copre le seguenti spese:

1. spese di giustizia da sostenere per la costituzione di parte civile nell’ambito dei procedimenti penali relativi alle fattispecie di reato contemplate dal comma 4-ter dell’articolo 76 del DPR 30 maggio 2002, n. 115 (maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, atti persecutori/stalking, nonchè una serie di reati commessi in danno di minori ed altri reati quali percosse, lesioni personali, minacce).

2. spese di assistenza legale da sostenere relativamente ai procedimenti civili, già intrapresi o da intraprendere in conseguenza della violenza subita relativamente alle stesse fattispecie di reato di cui sopra, relativi a:
a) separazione,
b) divorzio,
c) modifiche delle condizioni di separazione e divorzio,
d) potestà genitoriale e affidamento minori,
e) risarcimento danni,
f) eventuali procedure connesse alle azioni di cui alle lettere precedenti.

Sono coperte dal fondo solo le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.

Sulla base dei criteri e delle condizioni per l’accesso al Fondo approvati dalla Giunta provinciale il 9 maggio scorso (deliberazione n. 685), possono accedere al fondo le donne vittime di violenza per le quali non sussistono i presupposti per l’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello stato ai sensi del DPR 30 maggio 2002, n. 115 (testo unico sulle spese di giustizia) per sostenere le spese di giustizia nell’ambito dei procedimenti civili.

Ulteriori requisiti d’accesso sono la residenza della richiedente in provincia di Trento sia al momento della presentazione della domanda sia alla data della commissione delle violenze, nonchè un indicatore della condizione economica del nucleo familiare (ICEF) inferiore o uguale a 0,40.

Condizione per l’accesso è altresì l’instaurazione di un procedimento penale per uno dei reati sopra indicati consumati o tentati sul territorio italiano, di cui la richiedente è parte offesa o l’esistenza di un ammonimento del Questore ai sensi dell’articolo 8 del decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, a tutela della richiedente.

Parallelamente alle azioni messe in campo dalle Pari Opportunità (vedi comunicato n. 1437 di oggi), anche il Servizio Politiche Sociali ha promosso nei mesi scorsi un’attività formativa per le assistenti sociali, conclusasi mercoledì scorso e che si è articolata in due edizioni (una a Trento e l’altra a Rovereto) di quattro giornate ciascuna, dal titolo “Strumenti sociali e giuridici per contrastare la violenza verso le donne”. Circa un centinaio le assistenti sociali dei Servizi sociali territoriali e provinciali coinvolte su temi quali che hanno riguardato gli aspetti culturali del fenomeno, gli stereotipi ancora diffusi in materia, gli approcci diffusi a livello nazionale ed internazionale in relazione alla presa in carico sia delle donne che degli uomini maltrattanti nonché, grazie alla fondamentale collaborazione delle Procure di Trento e Rovereto, degli aspetti normativi e giudiziari legati al fenomeno.

Si è data grande rilevanza alla costruzione di un effettiva rete antiviolenza di rilievo provinciale, coinvolgendo non solo le Procure, ma anche le altre istituzioni coinvolte e presentando i servizi messi in campo dai soggetti del Privato Sociale.

Tutto ciò in attuazione di quanto previsto nel Protocollo di intesa in materia di contrasto e prevenzione delle condotte violente nei confronti di “soggetti deboli” sottoscritto a Trento il 18 aprile 2013 tra Provincia, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento, Tribunale di Trento, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Presidente del Tribunale per i Minorenni, Questura e Comando provinciale dei Carabinieri, si è svolta

La direzione scientifica dell’intero percorso è stata garantita da. Marco Deriu, sociologo, docente presso l’Università di Parma ed esperto in studi di genere, che già aveva seguito la realizzazione di una serie di incontri autunnali; il corso ha coinvolto relatori di alto rilievo scientifico, tra cui Alessandra Pauncz, psicologa esperta in violenza contro le donne e maltrattamenti in famiglia, Gino Mazzoli, esperto di rete, formazione e ricerca per le organizzazioni e Marina Calloni, professoressa presso l’Università La Bicocca di Milano, nonché ambasciatrice in Italia di un metodo innovativo per la presa in carico delle donne vittime di violenza promosso dall’associazione inglese EDV. Nel prossimo autunno il progetto formativo proseguirà in collaborazione con il progetto ROSA, organizzando su sei diversi territori attività strutturate in momenti di incontro/formazione multidisciplinare per piccoli gruppi di operatori sanitari, sociali e delle forze dell’ordine volti alla costruzione di equipe territoriali in grado di garantire una risposta rapida, efficace e il più possibile completa alle donne che si trovino a subire violenza.

Dall’esigenza di garantire una presa in carico qualificata ed omogenea delle donne che subiscono violenza su tutto il territorio provinciale nascono infine le Linee Guida per contrastare la violenza sulle donne in provincia di Trento, destinate agli operatori e operatrici sanitari, delle Forze dell’Ordine e agli assistenti sociali. Oltre a costituire uno strumento operativo da cui poter trarre informazioni e strumenti condivisi al fine di fornire una risposta tempestiva ed efficace alle vittime, il documento intende essere anche un primo tassello nella costruzione di un effettivo lavoro di rete, facendo in modo che ogni operatore, consapevole sia del proprio ruolo e competenze che di quelli degli altri componenti della rete, sia nella condizione di collaborare al meglio con gli altri servizi nell’accompagnamento della donna all’uscita della violenza.

Frutto del lavoro congiunto da parte di un tavolo di lavoro coordinato dal Servizio Politiche sociali e comprendente Forze dell’ordine, Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e Servizi Sociali, le Linee Guida saranno presto adottate formalmente attraverso la sottoscrizione di un’intesa istituzionale tra Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie locali, Azienda Provinciale per i servizi Sanitari, Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Trentino Alto Adige, Procura della Repubblica presso il tribunale di Trento, Procura della Repubblica presso il tribunale di Rovereto e Commissariato del Governo per la Provincia di Trento.