BRESCIA – Premio città di Brescia Albino De Tavonatti anno 2014 ai volontari

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Il premio “Città di Brescia – Albino De Tavonatti” giunge quest’anno alla sua decima edizione. Istituito per volontà della famiglia De Tavonatti e dell’amministrazione comunale, il riconoscimento è destinato a persone singole, associazioni ed organismi del volontariato che si siano distinti in opere ed azioni volte alla cura, alla assistenza ed all’integrazione sociale di persone con disabilità fisiche e/o mentali.

10052114Le candidature devono essere indirizzate in carta semplice al Sindaco e pervenire all’ufficio protocollo del Comune entro il 30 giugno, in vista della consegna dei premi che avverrà in un cerimonia pubblica nel salone Vanvitelliano il 25 settembre 2014 alle 16.30.

Le proposte e le segnalazioni per l’assegnazione del Premio possono essere formulate da enti, associazioni, parrocchie, organizzazioni sindacali, organi scolastici, componenti della amministrazione e da singoli cittadini. La commissione, che si occupa di raccogliere e valutare le segnalazioni e individuare il o i vincitori, è nominata dal sindaco ed è composta dal sindaco stesso o suo delegato, un membro della famiglia De Tavonatti, un assessore ai servizi sociali, membri della stampa locale (Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera Brescia) e un rappresentante del vescovo di Brescia. Ai vincitori sarà consegnata una pergamena che riporta le generalità del beneficiario e la motivazione che ha determinato

il riconoscimento e un premio in denaro dell’importo di €. 4.000 che può essere suddiviso in due o più beneficiari, oltre a 2 “grossi” di bronzo (riproduzione della moneta coniata a Brescia tra il 1250 e il 1332).
Il premio rappresenta l’occasione per ricordare la figura di Albino De Tavonatti, per molti anni amministratore pubblico e animatore di numerose iniziative associative e di solidarietà. Assessore comunale per cinque anni, vicesindaco per undici anni a fianco del sindaco Bruno Boni, De Tavonatti fu anche fondatore e per trent’anni presidente della sezione bresciana dell’Aias, Associazione Italiana Assistenza Spastici. Un impegno, civile e umanitario, che il premio a lui intitolato vuole ora ricordare e, in qualche modo, prolungare.