CHIUDUNO – Diritto ai Diritti: esito di un incontro

0

Si è svolto sabato 31 maggio a Chiuduno (Bg), presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale, al seminario formativo, intitolato:“Il Diritto Ai Diritti. L’inclusione scolastica non come bisogno individuale, ma come attenzione sociale”.

All’evento hanno partecipato circa 100 persone tra famiglie, operatori scolastici e sociali, ed educatori. Ad introdurre il convegno Mauro Zerbini, vicepresidente della Cooperativa L’impronta, organizzatore dell’evento, che ha ringraziato i presenti per la presenza ed ha posto l’attenzione al tema del seminario: “E’ importante fermarsi per riflettere e condividere, confrontarsi per migliorarsi, pensare insieme agli futuri obiettivi; questa è un’occasione d’incontro che attraverso i vari contributi che ascolteremo sarà arricchente per continuare a scrivere il futuro di questo progetto.”

L’assessore alle politiche sociali del Comune di Chiuduno, Massimo Suardi, salutando i presenti, dice: “ E’ un piacere vedere un pubblico così numeroso ad un appuntamento di rilievo come quello odierno; le istuzioni hanno la necessità di confrontarsi con le famiglie e con gli operatori preposti per generare insieme soluzioni che conducano ad una sempre maggior attenzione verso il tema della disabilità”

Gian Battista Sertori, Presidente ADASM Bergamo, organizzatore dell’evento insieme ad Impronta, è molto lieto del riscontro partecipativo: “Sono davvero felice oggi è un momento su cui impostare la nuova cultura legata al tema disabilità; partendo dal diritto alla cittadinanza non possiamo che lavorare in rete per costruire livelli migliori in termini pedagogici e didattici”

Si entra nel vivo del seminario, guardando dentro il tema ed attraverso le parole, del responsabile area disabili della Cooperativa Impronta, Danilo Bettani, “Non possiamo che collocarci nella dimensione del cambiamento, dell’evoluzione al futuro, ricordando i passi fatti finora e l’importanza di consolidare le azioni comuni.”index

Con la dott.ssa Ivana Simonelli, psicopedagogista e formatrice Scuola dell’Infanzia di Telgate, i presenti si trovano a fare un viaggio nel tempo nella legislazione italiana, concentrandosi sui cambiamenti e sulle percezioni personali oltre che linguistiche. Etichettare soggetti e fenomeni diventa oggi una strada impraticabile per mancanza di senso; le persone sono storie di vita narrata, diventando quindi transizioni di punti di vista su cui riflettere per crescere.

Determinanti ed emozionanti i contributi dei genitori di bambini con disabilità ospiti al seminario; hanno consegnato con semplicità ed amore i racconti delle loro storie.

Manuela sottolinea “ per lavorare sull’integrazione e l’inclusione bisogna lavorare sul riconoscimento, sul coinvolgimento e la negoziazione delle specificità e delle differenze di ciascuno…questo è un diritto di tutti e non è solo il bisogno individuale di mia figlia Laura!”

Michela spiega: “È bello vedere gli altri bambini che giocano spontaneamente con Cristiano, che lo coccolano, che ridono e lo coinvolgono nonostante le sue difficoltà. È bello vedere che hanno imparato ad approcciarsi a lui con sistemi di comunicazione alternativi, perché quando mancano le parole, i gesti e i simboli come quelli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, possono

diventare un linguaggio trasversale e universale per tutti. Certo ho la consapevolezza che presto la diversità tra Cristiano e i suoi coetanei si farà più evidente, e proprio per questo vorrei che attorno al lui si creassero persone capaci di valorizzare quello che lui riesce a fare, piuttosto che sottolineare quello che lui non potrà fare; persone che insieme a noi genitori, gli trasmettano che non esiste un solo modo di correre, saltare, giocare…”

Gigi usa il gioco del golf per raccontarsi: “Per convenzione decido che il giocatore è la mia famiglia, il bastone da golf è la rete relazionale di cui vi ho appena parlato, la pallina è mia figlia Paola e le buche sono il suo progetto di vita. Chiudiamo gli occhi e immaginiamo che in questo momento stiamo giocando a golf. Le relazioni sono il pezzo fondamentale dell’attrezzatura che serve per mandare la mia pallina in buca. Io con la mia famiglia mettiamo la forza e la tecnica necessaria perché la mazza da golf imprima un’accelerazione alla pallina Paola. Entrambi sappiamo di partire con un PAR elevato, ma che ci può permettere di competere con chi parte più avvantaggiato di noi, cioè con meno tiri a disposizione. Il nostro obiettivo è quello di essere sostenuti ad arrivare con la pallina in buca al pari degli altri e di arrivarci freschi e puntuali per poter ripartire con un altro green, un’altra buca.”

A portare il loro contributo sono poi gli insegnanti e assistenti educatori del territorio di Chiuduno, Telgate, Palosco e Sarnico. Tutti concordi nell’affermare che è fondamentale da subito trovare una linea comune: una metodologia educativa condivisa e chiara a tutti, un lavoro costante e continuo sulle emozioni, perseguendo gli obiettivi comuni: il benessere di tutti e delle buone relazioni. Questo ha significato scambi continui, contrattazioni, riflessioni, riorganizzazioni… ci si conosce, ci si scontra e confronta, poi si inizia a costruire insieme un percorso comune per il bene del singolo e del gruppo. In conclusione l’inclusione non puo’ avvenire senza Ri-flettere, Ri-organizzarsi e Ri-pensarsi, insieme. (Gli operatori: Marilisa Rizzi, Elena Ravasio, Livia Turani, Elena Brioni, Silvia Ottaviano e Daniela Oldrati)

Attraverso le tecniche teatrali, spiegate da Marco Maffi, si vive un tempo in cui corpi-menti-emozioni-contesti s’incontrano; come spazio in cui le storie di ciascuno si confondono in una trama narrativa collettiva e come contenitore di relazioni in cui sentirsi persone e sentirsi gruppo.

La seconda parte del seminario è condotta in modo sapiente da Igor Salomone, consulente pedagogico dell’Associazione Dedali di Milano, che alterna ai suoi pensieri di esperto a quelli di padre di un’adolescente disabile, approfondisce alcuni preziosi commenti raccontati nella mattinata legandoli al libro scritto per raccontare e raccontarsi nelle vesti di padre, “un uomo alle prese con uno dei ruoli più difficili che possano toccare a un uomo oggi. Un professionista dell’educazione minacciato dai terremoti della vita. Una figlia «simpatica, testarda, buffa, insopportabile, bella e dolcissima». E disabile. Una storia tra un padre e una figlia che parla dell’esser padre di ogni figlio, quando i figli sono quello che sono e chiedono ai padri di inventarsi e diventare. Parole che parlano di padri ai padri. E alle madri, e ai figli, e agli uomini e alle donne che di padri vogliono sentir parlare. Un libro nato in forma di diario, divenuto sin dalla prima edizione un motore di incontri, dibattiti, letture, esperienze teatrali. Un’opera in crescita continua, grazie agli sguardi che ha incontrato e continua a incontrare, sostenendoli.
Eppure è la possibilità di pensare un figlio che ha inventato il Futuro.”
L’evento è stato organizzato dalla Cooperativa L’impronta in collaborazione con A.D.A.S.M. – F.I.S.M. Bergamo, con il patrocinio dei Comuni di Chiuduno e Telgate.