BRESCIA – Strage Piazza Loggia: parla Pro Lombardia Indipendenza

0

ll 28 maggio 1974, alle 10:12, una bomba scoppiava in piazza della Loggia a Brescia durante una manifestazione sindacale antifascista provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue: a quarant’anni di distanza, pro Lombardia Indipendenza si unisce ai Bresciani nel mesto ricordo della strage ed esprime profonda indignazione verso le istituzioni dello Stato italiano che hanno impedito l’accertamento della verità e la condanna dei colpevoli.

Pza LoggiaQuattro i processi che hanno coinvolto militanti di organizzazioni neofasciste come Ordine Nuovo, esponenti dei servizi segreti, un generale dei carabinieri e collaboratori del ministero degli Interni. Quattro processi che, a causa di manipolazioni e depistaggi (e l’omicidio di un testimone nel primo processo), si sono sempre conclusi con l’assoluzione degli imputati (pur con formula dubitativa) fino alla resa dei giudici della Corte di Appello di Brescia per i quali “ormai la strage di piazza Loggia è una vicenda che va affidata alla storia, ancor più che alla giustizia”.

Se non esiste una verità giudiziaria, esiste però una verità storica che ci deve ricordare che, per un ordine proveniente da imprecisati ambienti istituzionali, una squadra di pompieri ripulì la piazza con gli idranti a meno di due ore dallo scoppio della bomba, distruggendo tutte le prove presenti sul luogo del delitto e che incredibilmente sparirono dagli ospedali reperti e detriti che erano stati estratti dai corpi straziati di morti e feriti, perché potevano essere oggetto di indagine e fonti di prova.

La Storia ci ricorda che la strage si inseriva in quella “strategia della tensione” abilmente orchestrata da potenti apparati dello Stato: era con la connivenza dello Stato che gruppi di estrema destra perseguivano l’obiettivo di una svolta autoritaria e neofascista nelle istituzioni; era grazie agli “opposti estremismi” che lo Stato italiano si poteva ergere a supremo tutore dell’ordine e della sicurezza conquistando la fede di cittadini frastornati dal terrore di attentati e stragi.
Purtroppo a distanza di quarant’anni, assistiamo alla vittoria di chi lavorava per un’involuzione autoritaria dello Stato italiano: tesoreria unica, patto di stabilità e continuo taglio dei trasferimenti statali uccidono i bilanci e le possibilità decisionali dei comuni virtuosi lombardi; la riforma delle province e quella paventata del Senato sostituiscono istituzioni di eletti con istituzioni di nominati; qualcuno propone perfino la cancellazione delle Regioni con l’accentramento fascista di tutti i poteri a Roma.

Per la verità l’evoluzione autoritaria dello Stato italiano era già scritta nel suo atto fondativo e nella sua storia che sono tutto fuorché democratici: la guerra del Regno savoiardo per l’annessione militare degli Stati preunitari, la repressione violenta dei moti di Milano del maggio 1898, la nascita del fascismo, la politica interventista che portò a due guerre mondiali, la nascita di una Costituzione di fatto irriformabile e che trasferisce la sovranità dei cittadini e dai cittadini alle istituzioni immutabili di uno Stato lontano ed accentratore.

Noi indipendentisti lombardi continuiamo a guardare con ammirazione al sistema di governo elvetico e lavorare perché un giorno possa essere applicato in una Lombardia indipendente: in Svizzera la sovranità è realmente esercitata dai cittadini che decidono su qualsiasi argomento e senza nessuna limitazione tramite il ricorso a referendum comunali, cantonali e federali.

Non è un caso che la Svizzera è sempre stato un paese neutrale, che non ha mai mosso guerra agli stati confinanti, che non ha mai avuto bisogno di uomini della provvidenza e dove non sono mai avvenute stragi di Stato: dove i governanti si piegano alla volontà dei cittadini sovrani, non c’è spazio per i delitti commessi in nome della ragion di Stato e non esiste uno Stato autoreferenziale che legittima il suo potere e tutte le sue decisioni in se stesso, ma esistono soltanto istituzioni che servono i cittadini sovrani adeguandosi alle loro deliberazioni!

Dario Pederzani
Pro Lombardia Indipendenza