MILANO – 80 euro Renzi, Orizzonte Scuola: “Su reddito virtuale, non reale. Rischio di restituirli”

0

Gli 80 euro aggiuntivi in busta paga annunciati dal presidente del Consiglio Matteo Renzi da maggio potrebbe essere un problema per gli insegnanti di scuola e il rischio concreto è che proprio i docenti dovranno restituirli alla fine dell’anno. La notizia è segnalata dal giornale online Orizzonte Scuola. “Il Ministero dell’Economia ha comunicato che l’aumento corrisposto con le buste paga del mese di maggio è solo ipotetico – scrive Orizzonte Scuola – perchè il credito si determina sul reddito presunto e non effettivo. A fine anno in migliaia saranno così chiamati a restituire i soldi sulla base dell’imponibile reale. Tanto è vero che lo stesso Mef avverte: chi vuole può procedere sin d’ora alla rinuncia dell’attribuzione del credito”. Alla fine della fiera “appena il 40% degli insegnanti percepirà l’aumento. Su 735 mila professori in servizio solo 300 mila.

Insegnanti topE per tanti sarà anche inferiore a quanto strombazzato dall’Esecutivo. Tutti gli altri continueranno a percepire stipendi da fame, superati negli ultimi due anni pure dall’inflazione”. Per la maggior parte del personale che lavora nella scuola italiana, in particolare per gli insegnanti, gli 80 euro di aumento previsti dal Governo si stanno rivelando una “polpetta avvelenata”. Non solo al 60% dei docenti, che ha oltre 50 anni e uno stipendio medio lordo superiore al “tetto” dei 26 mila euro indicati nell’art. 1 del D.L. 66 del 24 aprile 2014 sulla riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, “non andrà nulla: ora si scopre, attraverso una comunicazione del Ministero dell’Economia, che l’aumento corrisposto con le buste paga del mese di maggio è solo ipotetico, perchè il credito è stato determinato sul reddito presunto e non effettivo.

A fine anno, in fase di conguaglio, sarà poi determinata l’effettiva spettanza in base al reddito complessivo reale e ai giorni lavorati”. Per migliaia di insegnanti che percepiscono redditi al limite della soglia prevista dal beneficio fiscale, si sta quindi profilando la concreta possibilità che i benefici acquisiti in busta paga nei prossimi otto mesi “vengono poi restituiti a fine 2014”. Tanto è vero, comunica il Mef, che “sul portale NoiPA sarà disponibile a breve un’apposita funzione self service che consentirà agli amministrati di comunicare direttamente al sistema la rinuncia all’attribuzione del credito”. Su 935 mila docenti in servizio quest’anno nella scuola pubblica, percepiranno il bonus quindi mezzo milione di dipendenti. Tra i prof solo 300 mila su 735 mila totali: quindi, complessivamente, solo quattro su dieci”.

La morale, conclude la rivista specializzata, è che “la vicenda del bonus ai dipendenti non finisce di regalare sorprese al mondo della scuola. È la riprova – commenta Marcello Pacifico, presidente dell’associazione sindacale Anief e segretario organizzativo di Confedir – che alla scuola si è cercato di dare davvero un ‘contentino’. Mentre per adeguare lo stipendio agli altri Paesi, occorrono soldi veri emessi con le Finanziarie: solo così sarà possibile sovvertire un trend già segnato, con l’indennità di vacanza contrattuale bloccata fino al 2017 ai valori del costo della vita di cinque anni fa”.