VOBARNO e ROE’ – Avevano rubato un camion di bobine di ferro, altri tre arresti

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Alle prime luci dell’alba i militari dell’Aliquota Operativa dei carabinieri di Salò con i colleghi di Idro e Vobarno hanno arrestato per eseguire un’ordinanza di misura cautelare, emessa il 17 maggio scorso dal Gip del Tribunale Penale di Rovereto, Claudio Fusi, classe 1965 e Luca Fusi classe 1962, fratelli entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la persona, domiciliati a Vobarno e Roè Volciano. Nell’ambito della stessa attività i militari hanno anche notificato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, a un’ incensurato, R.C. classe 1967, anch’egli residente a Vobarno.

Il camion oggetto del furto
Il camion oggetto del furto

I tre sono accusati di aver pianificato e perpetrato in concorso il furto aggravato di un autoarticolato carico di 50 tonnellate di bobine di tondini in ferro, perpetrato il 27 marzo ai danni della ditta “Sarca Inerti S.r.l.” con sede in Drò (TN). In quella data fu arrestato in flagrante dai carabinieri di Idro un complice dei tre, Attilio Frigerio classe 1981, pluripregiudicato per reati specifici, tuttora in carcere a Brescia. In particolare i provvedimenti restrittivi eseguiti scaturivano da dettagliate e inconfutabili risultanze investigative raccolte dai militari sulla vicenda e relazionate all’autorità competente di Rovereto che concordava pienamente, ritenendo emergere a carico dei pregiudicati un quadro probatorio univoco e rispondente ai requisiti di gravità, con la conseguente emissione delle misure cautelari personali.

Le indagini svolte hanno consentito di stabilire che la banda era dedita a tale tipologia di reati, commessi con disinvoltura e ben organizzati, due dei quattro avevano infatti il compito di anticipare la marcia del mezzo pesante rubato, con autovettura “pulita” con funzione di “staffetta” in maniera da far eludere posti di blocco al mezzo rubato. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti elementi utili a confermare la condotta dei quattro, tra cui anche una sorta di elenco di refurtiva con tanto di listino prezzi verosimilmente riservato “al ricettatore”. Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati portati nelle rispettive case agli arresti domiciliari.