Sara morì nel 2012 in un incidente a Prevalle, la madre la ricorda

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Abbiamo ricevuto in redazione e pubblichiamo una lettera di Maria Luisa Massardi, madre di Sara Comaglio, la ragazza di 22 anni che il 22 maggio di due anni fa morì in un incidente stradale al Sottopasso di Prevalle, lungo la Ss 45 Bis, in corrispondenza di una vasta pozza d’acqua nonostante non piovesse. Per ricordare il secondo anniversario dall’incidente, che ricade domani, la madre ha scritto una lettera e posto un messaggio su quel sottopasso della morte.

Sara Comaglio è morta due anni fa
Sara Comaglio è morta due anni fa

Ancora… un’altra volta, come due anni fa, Sara muore al Sottopasso di Prevalle, al Km 58+200 della SS45Bis, facendo aquaplaning su “una quantità enorme di acqua” posta sulla sede stradale in una mattinata di assenza di pioggia e… non ci sono Responsabilità da attribuire! Questo è il pensiero per il quale chiedo a tutti una riflessione. La chiedo a chi ha letto e conosce il passato di questa vicenda, a chi per la prima volta ne ha notizia da questo breve scritto, a chi vede che dal 19 maggio sono iniziati i lavori di sistemazione del Sottopasso, a tutti. E’ questo il messaggio che ho voluto riproporre agli automobilisti e alla popolazione appendendo lo striscione al sottopasso nel secondo anniversario della morte di Sara Comaglio: “Ancora Sara morta qui il 22 maggio 2012 nella trappola dell’acqua. Non dimenticate! La mamma Maria LUISA”.

“Ancora” vuole esprimere la continuità nel tempo del dolore generatosi dalla perdita di un proprio caro, dell’operare instancabile della mamma nella ricerca di documentazione, notizie, testimonianze, “ancora” è l’impegno e la professionalità dei legali che operano per la difesa di Sara, “ancora” è il sostegno ricevuto da amici, parenti, conoscenti e da chi vuole e ha diritto alla protezione e sicurezza durante la circolazione sulle strade, “ancora” sono le difficoltà nella ricerca di giustizia, nel farsi comprendere, nel chiedere, nell’avere risposte, nel leggere e capire. La parola “ancora” è anche previsione per il futuro potendo pensare a frasi tanto utilizzate come “Qui c’è ancora molto da fare!” e “Resta ancora molto da fare!”. E’ accaduto infatti a febbraio 2014 che siano stati assegnati a una ditta bresciana i lavori di ammodernamento del sottopasso di Prevalle al Km 58+200 della SS45bis per un importo di oltre 400 mila euro. Anas, ente proprietario e gestore della strada, ne dà pubblica notizia con un bando di lavori pubblici. Sempre e “ancora” Anas, attraverso la Prefettura e alcuni sindaci dei comuni interessati dal tracciato della Ss45bis, comunica che i lavori saranno ultimati entro la fine dell’estate 2014.

Messaggio madre
Foto e messaggio al sottopasso mortale

E’ del 19 maggio, due giorni fa, l’inizio dei lavori sulla carreggiata. Tutto questo richiede impegno, dedizione e coscienza per realizzare quanto necessario alla messa in sicurezza del sottopasso. Si tratta di opere che già nel passato era preventivabile ed era emerso servissero in “quel luogo”. Come amaramente la consuetudine porta ad affermare “doveva scapparci un morto!” e poi si interviene! Ricordo che altri punti della Ss45bis richiedono interventi di messa in sicurezza, punti in cui altre trappole potrebbero scattare, non ultimo lo svincolo in Villanuova sul Clisi che dirama la strada nei tre tronconi nelle rispettive direzioni di Salò, Brescia e della Valsabbia.

Spesso accade che gli automobilisti provenendo dalla valle imbocchino uno degli svincoli in contromano, non per negligenza, ma perché è facilissimo essere “tratti in inganno” dalla segnaletica stradale esistente. “Ancora” la galleria che da Tormini porta a Salò e devia per Desenzano, per tutto l’inverno ha visto la presenza di una considerevole pozza d’acqua sulla carreggiata in direzione Salò. Il 18 maggio a Ghedi sono state poste 71 croci ad indicare le Vittime della strada nel 2013. Anche la costante manutenzione e il tempestivo ammodernamento delle infrastrutture viarie esistenti contribuirà a raggiungere l’obiettivo chiesto dall’Europa di dimezzare “ancora” questo numero entro il 2020. La Vita non è un numero, difendiamola!

Maria Luisa Massardi