NEWGEN VOICE – Ripartire dai Comuni per riprenderci il futuro

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E’ partito il conto alla rovescia per i cittadini di 147 Comuni bresciani che, a breve, eleggeranno le future amministrazioni.

Elezioni-comunali

Molti sono i disincantati dalla politica, quelli sempre più convinti che nulla può essere cambiato. Eppure questo è un momento fondamentale per ribaltare, dopo essersi informati sulla storia e sui legami di ciascun candidato, quelle logiche che da troppo tempo perseguono non il Bene collettivo, ma interessi particolari. L’occasione giusta per ostacolare chi è solo chiacchere e poltrona e prediligere chi alle parole antepone i fatti. Per farlo è necessario ripartire proprio dalle micro realtà, dalle situazioni che si possono verificare direttamente e toccare con mano.

Dobbiamo serenamente constatare che soffriamo di un fortissimo deficit democratico, di una grave carenza di partecipazione reale, di un’impunita arroganza del potere. Il problema della democrazia si pone come essenziale, come unico vero strumento per darci delle reali libertà e non dei fittizi diritti. Una democrazia solo forma è vuota, è un involucro entro cui si sviluppa un nuovo potere totalitario, persuasivo ed insidioso.

I cittadini non hanno bisogno di promesse elettorali, ma di una democrazia vera, di poteri meglio distribuiti e d’istituzioni davvero stimabili e rispettate. Finché ambizioni ed interessi personali sovrasteranno i programmi, rimarremo incatenati ai fasulli canti delle sirene ed alla penosa realtà dei fatti.

Per questo è doveroso passare ai raggi X i vari candidati. Saper scorgere, e spesso non è neppure tanto difficile, chi da dietro muove i fili. Valutare quali e quante delle persone delle varie liste possono effettivamente fare qualcosa e quante e quali sono invece inconsapevole carne da macello per sfamare l’ingordigia del potente.

Chi ha interessi da preservare non solo voterà, ma ha già mosso tutte le pedine per assicurarsi la vittoria. E chi si asterrà dall’agone sarà, in qualche modo, colpevole della situazione che si verrà a creare.

Scriveva Giacomo Leopardi nella canzone “Ad Angelo Mai”: O scopritor famoso, Segui; risveglia i morti,  Poi che dormono i vivi; arma le spente  Lingue de’ prischi eroi; tanto che in fine Questo secol di fango o vita agogni  E sorga ad atti illustri, o si vergogni.

Il 25 Maggio avremo due scelte. Sprofondare da sudditi, continuando a delegare la nostra volontà ai politicanti di mestiere ed al loro esercito di droni. Oppure risorgere come uomini liberi, assumendoci le nostre responsabilità e riprendendoci il posto che ci spetta.

Ripartiamo dai Comuni e riprendiamoci il futuro della nostra Nazione.