BRESCIA – Conferenza dei Servizi Sin Caffaro, Cgil: “Positivo il cambio di passo, ma troppi ritardi”

0

La CGIL ha partecipato ai lavori della Conferenza dei Servizi istruttoria per il sin -Caffaro intervenuta il 14 maggio 2014 presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare (MATTAM), cui sono stati convocati ASL Brescia, ARPA Lombardia, dipartimento di Brescia, Comune di Brescia, OTO Melara Spa, Ideal Clima Spa (in liquidazione) e a latere, per un incontro tecnico, SOGESID.

Ha riconosciuto il cambio di passo del Ministero nel sostenere l’avanzamento dei procedimenti propedeutici alla bonifica, ritenendo tuttavia sempre più ingiustificabili il ritardo di questa fase che resta urgente e tutta da avviare, salvo quella per le aree verdi delle scuole Deledda e Calvino risultata la più prossima per gli sforzi del Comune di Brescia.

CaffaroL’Asl di Brescia ha presentato nell’occasione l’esito delle analisi tese ad accertare la presenza di PCB nel sangue; analisi realizzate sul 40% del campione di popolazione bresciana che ha risposto all’appello, motivando la limitata adesione ad un difetto di informazione sui rischi rappresentati dall’inquinamento da PCB ancora presente fra la popolazione.

Interpellata dalla CGIL, che ha rilevato come la scarsa adesione sia da leggersi anche in rapporto alla sfiducia presente fra la popolazione per l’operato dell’ASL nel recente passato, la stessa ha precisato di ritenere significativo l’esito delle analisi dal quale risulta una riduzione del PCB, anche oltre il 50%, e con livelli di presenza ovviamente più bassi fra la popolazione giovane e più alti fra quella più anziana per la diversa durata di esposizione al rischio.

L’Arpa ha illustrato i risultati dei carotaggi aggiuntivi finora realizzati in aree agricole esterne al sin perimetrato, che confermano livelli preoccupanti di pericolosi contaminanti e non solo di PCB. Se l’ulteriore conoscenza della realtà della contaminazione bresciana è destinata ad alimentare la preoccupazione, l’esito delle analisi sul sangue dei bresciani non concorre a diminuirla, anche per la disponibilità di studi non direttamente paragonabili, ma dagli esiti allarmanti come ad esempio quello di “S.E.N.T.I.E.RI” in fatto di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri.

Puntuale e condivisa, a questo proposito la richiesta del Comune di Brescia al tavolo Ministeriale, presente l’Istituto Superiore di Sanità, di favorire un ambito dove i risultati disponibili delle diverse indagini possano diventare oggetto di approfondimento e di valutazione, per una corretta informazione e per l’individuazione delle misura da adottare.

Il Ministero, considerando l’esito dell’indagine dell’ARPA e anche dei livelli di PCB rilevati nei Comuni di Capriano d/C e di Castelmella, ha invitato la Regione, che ne ha la titolarità, a valutare dopo aver sentito tutti gli enti interessati, se presentare al Ministero la richiesta di riperimetrazione del sito.

In questa prospettiva è doveroso rilevare che, un conto è la riperimetrazione per includere nel sito di interesse nazionale le aree contaminate oggi non rientranti nel sin-Caffaro; un conto è riperimetrare regionalizzando parte delle aree contaminate. Questa possibilità è stata resa accessibile da recenti modifiche legislative e ha incontrato nel bresciano diversi sostenitori per i quali lo spostamento di responsabilità dal Ministero alla Regione dovrebbe risparmiare a lungaggini burocratiche e dunque accelerare i tempi della bonifica.

Per contro, basterebbe ricordare, come in Italia il bilancio delle bonifiche di siti nazionali, ma anche regionali, sia del tutto fallimentare; e come il fallimento sia riconducibile alla mancanza di volontà politica, più che alle lungaggini burocratiche. Senza negare questa realtà, tuttavia non sono state certo le lungaggini burocratiche ad impedire l’attribuzione dei costi delle bonifiche ai responsabili di tanto inquinamento italiano e bresciano, né, tantomento a favorire speculazioni e malaffare.

Per la sua rilevanza, vastità e pericolosità l’area bresciana interessata dall’inquinamento ex-Caffaro, per la CGIL la competenza deve restare al Ministero, mentre le operazioni di bonifica devono essere affrontate con determinazione nella massima evidenza, in tutte le fasi di realizzazione. Sarebbe infatti un suicidio pensare di regionalizzare un sito mentre lo si considera meritevole – per pericolosità e complessità della bonifica – di attenzione sovranazionale.