ITALIA – Ingegneri e archietti, niente contributi minimi per i redditi bassi

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Gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti possono “derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva per un massimo di 5 anni – anche non continuativi – nell’arco della vita lavorativa”, laddove il reddito prodotto sia inferiore al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo.

uid_141df16856f.640.0E’ la stessa Cassa nazionale di previdenza e assistenza delle suddette categorie (l’Inarcassa) a specificarlo, spiegando, nel dettaglio, che chi “prevede di conseguire un reddito professionale inferiore a 15.690 euro può non versare il contributo soggettivo minimo di 2.275, ma il 14,5 per cento del solo reddito effettivamente prodotto entro dicembre 2015, dopo la presentazione della dichiarazione online”.

Durante l’anno di deroga, continueranno ad essere garantiti i servizi di assistenza qual la maternità, i sudditi, l’indennità temporanea inabilità e i mutui finanziamenti. Contestualmente, resterà la facoltà di presentare domanda di riscatto per la laurea e per il servizio militare, oltre che per il ricongiungimento dei periodi assicurativi maturati presso gestioni previdenziali diverse.

Chi volesse chiedere la deroga per quest’anno, dovrà farlo entro il 31 maggio, accedendo all’area riservata di Inarcassa On Line al menù “Agevolazioni – Deroga contributo soggettivo minimo”.

Ricordiamo che per poter presentare la domanda è necessario essere iscritto ad Inarcassa al momento della richiesta, non essere pensionando o pensionato, non usufruire della riduzione per i giovani under 35 anni e non aver esercitato la facoltà di deroga già per 5 volte.

Fonte: CGIA