GARDONE – Sicurezza Sp 345, taglio del nastro alla bretella e Ponte Bianco

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Dopo l’inaugurazione, lo scorso gennaio, della rotonda, è stato il turno (a lavori conclusi) della bretella alternativa alla provinciale 345 che collega Gardone Valtrompia all’altezza del rondò dove si innesta via Grazioli, la strada che porta fino in zona Rovedolo dove campeggia il grande Ponte Bianco di Inzino. Questo il nome dato all’unanimità dagli studenti delle elementari “Anne Frank”. Oltre ai bambini, all’inaugurazione erano presenti le autorità provinciali e locali che, per dodici anni, si sono impegnate per la realizzazione dell’opera il cui costo complessivo si aggira intorno ai 5 milioni e mezzo di euro.

Bretella alla Sp 345 e il Ponte Bianco
Bretella alla Sp 345 e il Ponte Bianco

Giova ricordare che, contestualmente all’arteria, è stato realizzato il prolungamento della pista ciclopedonale ed è stata bonificata l’area verde vicina trasformata in un grande parco. La bretella, dunque, tramite la pista ciclabile, collega i tre parchi di Gardone: l’area ex Redaelli,quello adiacente il Ponte Bianco e il terzo in località Rovedolo. Numerose le autorità presenti, tra le quali il presidente della Provincia Daniele Molgora, l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Maria Teresa Viivaldini, il presidente della Comunità montana della Valtrompia Bruno Bettinsoli, nonché gli amministratori gardonesi.

Molgora ha posto l’accento sull’utilità della strada alternativa che velocizza e rende più sicura la viabilità in quel tratto della 345. All’assessore comunale ai Lavori pubblici Fausto Gamba il compito di illustrare gli aspetti tecnici dell’opera, mentre il sindaco Michele Gussago ha ringraziato la Provincia e i privati coi quali sono stati fatti accordi bonari per consentire l’attraversamento di alcuni tratti della bretella e gli abitanti della zona per la pazienza avuta durante i lavori che hanno comportato non pochi disagi. Non è mancata una parentesi di intrattenimento con alcune scenette offerte dagli attori della compagnia de “I Caici de Inzì”. Alla fine la benedizione impartita dal parroco di Inzino don Gabriele Banderini.