MILANO – Lavoratori dipendenti e permessi elettorali: come comportarsi

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I lavoratori dipendenti chiamati ad adempiere alle funzioni elettorali in qualità di presidente, segretario, scrutatore, rappresentante di lista o di gruppo in occasione delle consultazioni elettorali hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio e di usufruire di particolari trattamenti.

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Prima delle operazioni elettorali, il lavoratore dipendente è tenuto ad avvisare il datore di lavoro della propria assenza presentando il certificato di chiamata agli uffici elettorali. Una volta terminate le operazioni di voto, quindi, dovrà consegnare l’attestazione del presidente del seggio elettorale, regolarmente timbrata con il bollo della sezione e da cui risulti la data e l’ora di inizio e di conclusione delle funzioni.

Al lavoratore compete la normale retribuzione per le singole giornate di partecipazione al seggio, a prescindere dal numero di ore di impegno. I giorni festivi e quelli non lavorativi, invece, sono compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita o recuperati con una giornata di riposo compensativo. La legge non precisa le modalità di scelta tra le due possibilità, che resta discrezionale.

Per quanto riguarda il calcolo della retribuzione, essa dipenderà dal regime di paga adottato per il rapporto di lavoro in corso fra le parti. In caso di retribuzione fissa mensile non andranno detratte le giornate lavorative in cui il lavoratore è stato ai seggi, mentre per le giornate non lavorative andranno calcolate tante quote di retribuzione aggiuntiva giornaliera pari ad 1/26 (o altro divisore contrattuale). In caso di retribuzione oraria, invece, bisognerà calcolare le competenze spettanti per le ore previste come lavorative ma non prestate, mentre per le giornate non lavorative il calcolo sarà uguale a quello visto della retribuzione fissa mensile.

Per quanto riguarda i riposi compensativi, stando alla Corte Costituzionale, il lavoratore ha diritto al recupero delle giornate festive o non lavorative destinate alle operazioni nel periodo immediatamente successivo ad esse. In altre parole, gli interessati avranno diritto a restare a casa e ad essere retribuiti nei due giorni successivi alle operazioni elettorali.

I compensi corrisposti ai lavoratori chiamati ad adempiere alle funzioni elettorali non sono assoggettati né a contribuzione previdenziale né a prelievo fiscale. Gli onorari dei componenti gli uffici elettorali costituiscono rimborso spese fisso forfettario non assoggettabile a ritenute Irpef e non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini fiscali.