ISEO – Lettera ai candidati sindaci: ecco il decalogo di Legambiente

0

I piccoli comuni sono l’anello più debole della filiera istituzionale e, proprio per questo, il bersaglio privilegiato dei tagli della spesa pubblica. Nonostante questo i comuni che si affacciano sul del Lago d’Iseo possono essere protagonisti del rilancio economico, sociale e ambientale, se adottano scelte urbanistiche e logistiche innovative e coordinate tra loro.
Una nuova politica può valorizzare le enormi risorse naturali, paesaggistiche e architettoniche che fanno del Sebino una perla di bellezza europea. Sono però necessarie scelte coraggiose che segnino una netta discontinuità con il passato.
Ai candidati Sindaci si chiede di farsi carico del cambiamento necessario per rilanciare il lago, a partire dalla ricchezza primaria, quella turistica, e di fermare la crescita urbanistica caotica degli ultimi 40 anni. Il territorio non ha bisogno di Sindaci che si nascondono dietro scelte fatte dalle precedenti amministrazioni. legambiente
Si facciano carico in pieno delle loro competenze e avviino una fase di riordino urbanistico, rilancio dei servizi pubblici e tutela ambientale, attività queste che creano posti di lavoro e ricchezza diffusa.
Di seguito si riporta il decalogo pubblicato da Legambiente:

  • Limitare il consumo di suolo, rivedendo i P.G.T. (tutti improntati ad eccessive edificazioni, giustificati da irrealistiche crescite della popolazione), dare invece impulso alla ristrutturazione e rivitalizzazione dei centri storici, dei cascinali e dei capannoni in disuso. Stop a nuovi supermercati e centri commerciali, difesa del commercio di vicinato e dei piccoli negozi per ripopolare i borghi e i centri dei loro paesi desertificati e svuotati;
  • Adottare i piani comunali per l’efficienza energetica per edifici pubblici e privati. Ridurre gli sprechi energetici finalizzati a limitare l’inquinamento degli impianti termici, con conseguenterisparmio nelle bollette di tutti i cittadini. Proseguire e sviluppare la raccolta differenziata dei rifiutifino a raggiungere l’obbiettivo di almeno il 80%;
  • Tutelare dei corridoi ecologici e le biodiversità sulle sponde del lago. Fermare le urbanizzazioni sulle rive e valorizzare le sponde per uso pubblico/turistico, in relazione alle caratteristiche del lago (non siamo paesi di mare!);
  • Rendere meno impattanti e più compatibili con il contesto naturale del bacino del lago le attività industriali come la Cementifera di Tavernola, la Lucchini di Lovere, la Feltre di Marone ecc.;maggiori controlli e abbattimento delle emissioni inquinanti  con  l’adozione di nuove ed efficacitecnologie per l’abbattimento  dei fumi . Finanziare ed attuare le bonifiche nelle aree di Castro, Pisogne, Lovere e Costa Volpino;
  • Migliorare e limitare la viabilità, aumentare la sicurezza sulle strade e ridurre il traffico dei Tir, in particolare lungo gli assi stradali panoramici. Vietare il traffico pesante sul ponte tra Sarnico e Paratico. La cementifera di Tavernola genera un traffico di 400 mezzi pesanti al giorno e la Lucchini di Lovere altri 200 (le due aziende sono già espresse favorevolmente all’utilizzo di questa modalità di trasporto). Ingenti quantità di merci, come raccomandato dalla UE, si potrebberospostare su ferrovia, recuperando il progetto di cabotaggio chiatta/treno nello scalo ferroviario di Pisogne (linea Edolo-Iseo);
  • Rilanciare la mobilità sostenibile per dare un senso agli alti costi pubblici della gestione della Brescia- Iseo-Edolo e agli ingenti investimenti attuati per il potenziamento strutturale della linea. Ciò nonostante il numero di passeggeri è ancora modesto, 1,4 milioni di passeggeri l’anno. Conl’introduzione di meccanismi competitivi si possono raggiungere standards di gestione europei.passeggeri potrebbero raddoppiare. La dotazione di parcheggi automobilistici è più che sufficiente. E far rientrare i nuovi treni pagati dalla provincia di Brescia, utilizzati da Trenord, sulla Linea Lecco Monza, anziché sulla Brescia-Edolo;
  • Sviluppare una vera e propria rete di sicure piste ciclabili ed istallare  biciclette da noleggiare(bike sharing) per i turisti e residenti in ogni comune del Sebino. Migliorare l’accoglienza turistica potenziando rilanciando le pro-loco, le biblioteche e migliorare le strutture per persone disabili, anziani e bambini;
  • Chiudere la fase delle opere pubbliche inutili e della spesa facile, superamento dell’Autorità di bacino del lago d’Iseo e d’Endine (costosa ed inefficiente, i soldi degli ormeggi devono entrare direttamente nelle casse dei Comuni) e sviluppare una azione coordinata dei comuni lacuali. Stop a nuovi porti ed attracchi pubblici o privati (sono circa 3mila) e riduzione della potenza dei motori dei motoscafi;
  • Rendere prioritari gli interventi per la manutenzione sulla vecchia rete fognaria,  degli acquedotti e degli sfioratori, in particolare nelle vicinanze dei depuratori, eliminazione delle fosse biologiche, i cui nuovi allacciamenti vanno collegati alle fognature delle acque nere e quindi agli impianti di depurazione (tante piccole opere danno più occupazione delle grandi opere);
  • Aumentare le tutele    nel magico contesto lacuale costituito da luoghi e siti come Montisola, le Torbiere, la strada Valeriana, l’orrido di Riva di Solto, dove si trova il castello Zorzino, minacciato da una nuova urbanizzazione. Proteggere, tenere aperti e valorizzare la rete di bellissimi sentieri che circondano il lago, con la “dimenticata” manutenzione dei boschi. L’acqua del lago è un valore inestimabile, sia per la popolazione residente che per il richiamo turistico. L’acqua è ora la risorsa economica principale del territorio, dopo la deindustrializzazione della valle. Il precario assetto idrogeologico e la fragilità dei versanti, che si inabissano nel lago, dovuta anche ai cambiamenti climatici devono essere messo all’ordine del giorno dei Comuni anche per la sicurezza e l’agibilità delle piste ciclabili di Pisogne-Marone, Predore- Riva di Solto.