LUMEZZANE – Il Gobbia finisce in Parlamento. Interrogazione del M5S

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Da Lumezzane alla Camera dei Deputati. La situazione del torrente Gobbia, vessato da anni di sversamenti industriali da parte di imprenditori senza scrupoli e con scarso rispetto dell’ambiente, è oggetto di un’interrogazione a risposta scritta presentata dal Movimento 5 Stelle a Montecitorio. Da anni, chi vive sulle sponde del fiume che attraversa Lumezzane fino ad arrivare a Sarezzo per immergersi nel Mella, il torrente assume colori sempre diversi di schiume e liquami derivati dal lavaggio di cisterne e contenitori che alcuni artigiani e lavoratori, nascosti da tutto e con un atteggiamento truffaldino, puliscono. Non a caso, secondo i dati del dipartimento bresciano di Arpa Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, le concentrazioni maggiori di odori e tonalità diverse dell’acqua si avevano soprattutto nel weekend, al termine delle attività produttive della settimana.

GobbiaPoi, attraverso una sperimentazione unica in Europa lanciata dall’assessorato all’Ambiente con la stessa azienda bresciana e gli uffici, vennero installate quattro centraline tuttora funzionanti 24 ore su 24 lungo l’asta del Mella che registrano valori di conducibilità elettrica, temperatura e altri indicatori. Se il livello di qualche segnale va in allerta, scatta un sms all’Arpa che si attiva con la Polizia locale valgobbina. Ma la mancanza di sorveglianza ha spinto poi all’intervento delle Guardie Ecologiche Volontarie della Comunità montana della Valtrompia. Gli ultimi dati relazionati dall’assessore all’Ambiente Andrea Capuzzi e dal dirigente dell’Arpa Sergio Resola parlano di una situazione dell’acqua passata da una “qualità pessima” al “quasi sufficiente”. Il fenomeno sembra si sia ridotto, ma gli odori nauseanti e i colori che provengono dal Gobbia hanno indotto il Movimento 5 Stelle di Lumezzane che, dopo il caso dell’amianto “assassino” di una ditta valgobbina, hanno di nuovo allertato i colleghi parlamentari per farsi portavoce del problema a livello nazionale.

E pochi giorni fa, nella seduta 213 del 16 aprile scorso, è stata depositata l’interrogazione firmata da Tatiana Basilio con Ferdinando Alberti, Claudio Cominardi, Giorgio Girgis Sorial, Samuele Segoni, Massimo De Rosa e Mirko Busto e diretta al Ministero dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche agricole e Forestali. “Brescia risulta essere una delle città più inquinate d’Europa – si legge nell’interrogazione – i bacini fluviali vengono deliberatamente utilizzati come canali per sversamenti di sostanze chimiche e tossiche utilizzate dalle aziende nei loro cicli produttivi. Il comune di Lumezzane è attraversato da un piccolo torrente, il Gobbia, oggetto di monitoraggio da parte dell’Arpa per la scarsa qualità delle sue acque. L’affluente del fiume Mella risulta da decenni altamente inquinato, sia per la mancanza di un depuratore per le acque reflue urbane, sia per gli sversamenti illegali che alcune aziende locali commettono. Dal rapporto annuale 2012 ‘Stato delle acque superficiali della provincia di Brescia’ di Arpa Lombardia – continua – il Gobbia viene classificato come ‘stato ecologico scarso’ e come ‘stato chimico non buono’.

I valori degli agenti inquinanti nel fiume Mella mostrano un peggioramento rilevante dopo la confluenza del Gobbia nello stesso e le numerose aziende galvaniche lumezzanesi determinano un impatto ambientale evidente. Pur evidenziando un trend in diminuzione, le concentrazioni misurate superano costantemente i 20 g/l (concentrazione limite come media annuale). Il cromo esavalente è stato classificato come cancerogeno per l’uomo. Di quali elementi dispongano – conclude l’interrogazione rivolta ai Ministeri – in merito alla situazione descritta in premessa e se intendano disporre un’ispezione tramite i carabinieri per la tutela dell’ambiente anche per comprendere le fonti dell’inquinamento. E se intendano promuovere tramite l’Istituto superiore di sanità un’approfondita indagine epidemiologica per valutare e qualificare gli effetti dell’inquinamento del torrente sulla salute dei cittadini”. A rispondere nei prossimi giorni alla richiesta presentata dai pentastellati sarà il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.