ISEO – Tour tra lago d’Iseo e Franciacorta: racconto di un successo

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Il tour proposto da ToBe Incentive & Convention come educational per gli operatori, martedì 29 aprile 2014, ha certo rappresentato una sintesi di tutte le possibili attrattive turistiche disponibili dentro i confini della destinazione sebino-franciacortina, ma se voleva essere dimostrativo di esso, bisogna dire che lo è stato assai efficacemente.

La giornata, baciata dal bel tempo, con decorative nubi all’orizzonte e anche un refrigerante scroscio pomeridiano, ha coniugato mirabilmente attrattive artistiche, culturali, paesaggistiche ed eno-gastronomiche. Anche se – ci è stato spiegato – per i turisti il tour si svolge in maniera un po’ diversa e comunque adattabile alle esigenze dei gruppi che vi partecipano, ne descriviamo cronologicamente lo svolgimento.
Al seguito di alcune preparate guide turistiche poliglotte, dopo il ritrovo alla stazione del borgo che prende il nome dalla dea Iside, si visitano in successione la chiesa della Madonna del Mercato, il castello Oldofredi (incendiato dal Barbarossa e poi restaurato), Piazza Garibaldi con la prima statua non equestre dedicata all’eroe dei due mondi e parte del centro storico, dove un buon odor di pesce fritto si spande per le viuzze già alle 10 di matina. Per mancanza di tempo non si può visitare la Pieve di Sant’Andrea (V sec.), né altri pregevoli edifici religiosi e civili. Ci si dirige, infatti, all’imbarcadero, dove un simpatico barcone capace di ca. 5o posti ci viene incontro ronzando e ci prende a bordo.

Ad andatura turistica, il natante prende pian piano il largo e, dirigendosi a nord, raggiunge dapprima la pittoresca isoletta di San Paolo, circumnavigandola per consentirne la completa visione e dirigendosi in seguito verso Monte Isola, l’isola lacustre più grande del continente europeo, con i suoi 9 km di perimetro e un’altitudine di 600 metri, al culmine della quale si trova il Santuario della Ceriola. Si risale la sponda ovest, la più ospitale e dolcemente degradante, punteggiata di piccole costruzioni, campeggi e porticcioli, fino ad arrivare di fronte al bel borgo di Siviano. Da qui ci si dirige a nord-est, verso la più piccola delle tre isole, Loreto, sulla quale sorge un castelletto attorniato da grandi alberi. Dopo il giro del piccolo e fotografatissimo isolotto, la barca punta ora decisamente a sud e, dopo aver fatto l’ennesimo inchino (stavolta a al borgo di Carzano), si dirige, sempre a rispettosa distanza dalla costa, verso Peschiera Maraglio, maggior centro di Montisola e sede comunale. Il rientro a Iseo è questione di una decina di minuti.cast

Due vagoni, sobriamente ancorché assai decorosamente arredati, sono la sala da pranzo. Dopo l’aperitivo consistente in un Franciacorta dalle bollicine allegrissime, si passa a un bel piatto di gnocchi ripieni al radicchio e conditi con noci e panna. Intanto ci viene servito un ottimo rosso dal bizzarro nome Dòs dè le Pòrche, anche per accompagnare il ricco secondo composto di polenta e funghi, salame e pancetta nostrani, Casatta di Corteno Golgi e nervetti con sottaceti.

Si è ormai in vista di Pisogne e per il dolce e il caffè si deve attendere di aver visitato l’ultima chiesa. Errore: non è UNA chiesa, ma LA chiesa splendidamente ed interamente affrescata di Santa Maria della Neve.
Raggiunta dopo uno spostamento di alcuni minuti perché decentrata rispetto al paese, è un luogo di assoluta grande arte. Pur avendo seguito le dotte spiegazioni della guida, sarebbe arduo qui ripeterle, per cui ci affidiamo a Wikipedia. “L’interesse artistico della chiesa si concentra sul ciclo di affreschi che raffigurano la Passione di Cristo, considerati uno dei punti più alti della poetica del Romanino. Le scene affrescate si presentano allo spettatore come un complesso di imponente teatralità, con le volte popolate da michelangiolesche figure di sibille e profeti e con le scene sulle pareti che si dispiegano a formare una sorta di rappresentazione popolare della Passione che si svolge nella Settimana Santa e che coinvolge un intero paese. Giovanni Testori battezzò suggestivamente con il nome di “Cappella Sistina dei poveri” la chiesa e, durante una conversazione pubblica, spiegò in questi termini il senso di tale appellativo.
Rientrati a bordo del trenino, dal cui terzo vagone – quello del Servizio Postale adibito a cucina – si preparano e trasferiscono agli altri due prelibatezze bresciane per gli ospiti, si torna a Iseo. Ma – sorpresa – si scopre che il viaggio non è terminato e che si prosegue verso le paludi e le torbiere di fondo lago, per arrivare presto a Borgonato tra distese di vigneti in boccio. Le guide ci conducono a passo svelto alla Distilleria Borgo Antico San Vitale, una delle più importanti d’Italia, titolare anche di alcuni marchi prestigiosi.
Realizzata da pochi anni  all’interno di un rustico che ospitava anche un’antica chiesa semidistrutta, il complesso è stato oggetto di un poderoso restauro, ma il luogo, pur lindo e tecnologicamente all’avanguardia, trasuda lo spirito di un’antica sapienza.tour