BRESCIA – Al Nuovo Eden “Song’ e Napule” fenomeno del cinema

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Napoli, oggi. Paco è un tranquillo e timido ragazzo napoletano, pianista raffinato diplomato al conservatorio in cerca di un’occupazione. Raccomandato dalla mamma presso un ammanicato assessore del comune di Napoli, il ragazzo riesce ad entrare nella Polizia di Stato ma la sua totale inadeguatezza alle prese con armi e malviventi lo relega a mansioni d’ufficio in un deposito giudiziario. Un giorno arriva il commissario Cammarota, un mastino dell’anticrimine sulle tracce di un pericoloso killer della camorra, detto O’ Fantasma perché nessuno conosce il suo vero volto. Al commissario serve un pianista poliziotto che dovrà infiltrarsi nel gruppo di Lollo Love, un noto cantante neomelodico che allieterà il matrimonio della figlia di un boss al quale sarà presente O’ Fantasma. A Paco non poteva capitare di peggio: si ritroverà a rischiare la vita in prima linea ed a suonare una musica che gli fa schifo vestito come un cafone. Invece sarà la svolta della sua vita…

Una spassosa e scoppiettante commedia, che, nata come piccolo film, è diventato subito un caso nazionale.

31971_fbNon sembra volersi più fermare Song ‘e Napule, la commedia diretta dai Manetti Bros che sta diventando un vero e proprio fenomeno cinematografico. Dopo aver esordito lo scorso weekend con la terza miglior media copia, questo fine settimana ha fatto segnare un aumento di incassi del 73%, in un panorama che ha visto calare tutti gli altri prodotti che erano da tempo nei cinema. (cinemaitliano.info)

Nel thriller-commedia dei Manetti Bros la Napoli delle contraddizioni insolubili, ma anche delle intuizioni geniali, vive finalmente la sua resurrezione. Non è pizza e mandolini come un tempo, ma nemmeno (solo) Gomorra, pistole e degrado. In “Song è Napule”, applauditissimo all’ultimo festival di Roma, lo speciale frullato partenopeo fatto di passioni carnali e meschinità quotidiane, violenza bruta e coraggio inatteso, amore e scaramanzia, grande bellezza e grande bruttezza, viene servito al meglio, sul piatto d’argento del ritmo e dell’originalità. (Alessandra Levantesi Kezich – La Stampa)

NOTE DI REGIA

Questo film nasce da un’idea che Giampaolo Morelli ci ha raccontato qualche anno fa. L’abbiamo sottoposta a Luciano Martino che ci ha creduto fin dalla prima volta che ne abbiamo parlato convincendoci che questo era il film che dovevamo fare dopo L’Arrivo di Wang e Paura 3D. Siamo fieri di aver diretto l’ultimo film dell’uomo che consideriamo il più grande produttore italiano oltre che il nostro maestro. Un incontro e un connubio durato pochi anni, ma che per noi ha significato tutto e ci ha dato quello di cui avevamo bisogno e che nessuno prima di lui era riuscito a darci: una direzione. Con Song’e Napule torniamo al genere che ci ha regalato più soddisfazioni, la commedia poliziesca. Volevamo raccontare Napoli e il fenomeno, unico al mondo, dei cantanti neo-melodici, di successo nella loro città e sconosciuti dopo solo pochi chilometri. Facendo il film poi ci siamo innamorati della città e abbiamo avuto la presunzione di tornare a raccontarla come oggi non si fa più: il centro città, la sua bellezza e la sua unicità, come hanno fatto in passato Nanni Loy ed Ettore Scola.