ROMA – Reddimetro, chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

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Con la circolare n.6/E/14 l’Agenzia delle Entrate ha introdotto alcuni chiarimenti relativi alle procedure del Redditometro, oggetto di alcune segnalazioni da parte del Garante alla Privacy.

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Il documento, in pratica, chiarisce quali saranno le voci rilevanti nella fase della selezione dei contribuenti da accertare e nella successiva eventuale fase dell’accertamento vero e proprio, che sarà sempre “filtrato” con due momenti di confronto preventivo con il contribuente (contraddittorio obbligatorio).

Questi saranno, in breve, i punti fondamentali:

  1. La ricostruzione sintetica del reddito del contribuente dipende anche dalla tipologia di famiglia in cui si trova ed i dati che risultano all’anagrafe tributaria sono spesso discordanti con la situazione di fatto. Pertanto, gli uffici dovranno verificare la correttezza dei dati effettuando appositi riscontri con l’anagrafe comunale.
  2. Uno dei punti più controversi del redditometro consiste nella possibilità di utilizzare delle spese medie ipotetiche per ritenere che il contribuente possa avere speso determinati importi nel corso di una annualità, anche se non direttamente riscontrati. Tale procedura è stata aspramente criticata dal Garante e, di conseguenza, il conteggio effettuato dall’Ufficio si baserà sulle seguenti variabili: incrementi patrimoniali (somme annuali spese per l’acquisto di beni durevoli come auto o immobili); quota di risparmio (incremento di valuta su conti correnti e assimilati); spese certe (risultanti all’anagrafe tributaria)
  3. Non saranno prese in considerazione le spese ipotizzate in base ai dati medi Istat, che il contribuente potrebbe non avere sostenuto, quali alimentari, bevande, abbigliamento, telefoni, libri, ecc.
  4. Il decreto del redditometro, sostenendo che il contribuente deve pur avere una residenza, aggiungeva al calcolo del reddito (nelle ipotesi in cui mancasse una abitazione in proprietà o locazione) una quota di fitto figurativo. Il Garante, invece, ha affermato che il “fitto figurativo” deve essere attribuito solo dopo la fase di selezione del contribuente. Ciò significa che tale variabile non si applica nella scelta del contribuente da accertare. In fase di contraddittorio, ove il contribuente chiarisca quale immobile ha a disposizione, gli verranno attribuite le spese per elementi certi connesse allo stesso. Solo se non saranno forniti chiarimenti in merito all’immobile occupato, gli si attribuirà il fitto figurativo.

I chiarimenti effettuati contribuiscono sicuramente a delineare meglio i contorni della nuova modalità di accertamento, ma solo passando dalla teoria alla pratica sarà possibile esprimere un guidizio sull’efficacia di quest’ultime revisioni.