BRESCIA – Pakistana segregata in casa dal padre. Salvata grazie al marito

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Lo scorso 22 aprile il personale della Squadra Mobile di Brescia ha ricevuto una e-mail anonima, inviata all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Questura, nella quale un cittadino pakistano residente in Francia manifestava il timore che la propria moglie, anche lei di origini pakistane, fosse segregata in casa dal padre per impedirle di ricongiungersi a lui.

La ragazza viveva a Brescia, con i genitori e tre fratelli, da diversi anni ed è presto stata rintracciata, grazie alle indicazioni fornite nella e-mail inviata dal marito, presso la sua abitazione familiare, in buone condizioni di salute.

chiaveLa donna ha spiegato agli agenti che in occasione di un viaggio in Francia, a Parigi, aveva conosciuto un uomo del quale si era innamorata, tant’è che in breve tempo erano convolati a nozze. Il matrimonio però, come spiegato dalla ragazza, non è stato riconosciuto con rito mussulmano dai suoi familiari che volevano sposasse un altro uomo, al quale la donna era già stata promesso in posa. Per questo motivo il padre, e quindi per evitare che tornasse dal marito, la teneva segregata in casa. Alla ragazza era stato sottratto il cellulare ed i documenti, poteva uscire di casa solo se accompagnata da qualcuno ed era controllato in ogni suo documento.

La donna ha formulato una formale richiesta d’aiuto e gli agenti, grazie anche alla collaborazione dei Servizi Sociali del Comune di Brescia, la hanno temporaneamente collocata in una struttura protetta, in attesa di consentirle di ricongiungersi al marito.

I familiari sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere del reato di violenza privata.