GUSSAGO – “Fare memoria del bene”: quinto appuntamento sulla Resistenza

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Prosegue a Gussago la rassegna “fare memoria del bene” organizzata dall’Amministrazione Comunale e dalla parrocchia di S. Maria Assunta. La rassegna è dedicata alla memoria del gussaghese Sergio Lana, trucidato, assieme ad altri due volontari, Fabio Moreni e Guido Puletti, il 29 maggio 1993 in Bosnia, mentre portava viveri alle popolazioni di Novi Travnik e Zavidovici.

Dopo i primi quattro appuntamenti, che hanno visto il tutto esaurito al salone Bazzani, ora siamo alla quinta serata che verterà sulla figura di don Primo Mazzolari, in particolare sulla sua opposizione al fascismo e sul ruolo che ebbe durante la Resistenza.

L’appuntamento è per martedì 29 aprile ore 20,30 sempre presso il salone Bazzani in piazza Vittorio Veneto a Gussago. Interverrà don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari di Bozzolo (MN), e tratterà appunto il tema:
“L’opposizione al fascismo e la resistenza in don Primo Mazzolari”.
Questo incontro assume particolare significato in quanto si svolge nella sala intitolata a mons. Bazzani, prevosto di Gussago dal 1894 al 1941. Mons. Giorgio Bazzani era un fraterno amico di don Primo Mazzolari.
E infatti, quando il 5 febbraio 1935 il Sant’Uffizio considera erroneo il testo di don Primo “La più bella avventura” e ne chiede l’immediato ritiro, don Mazzolari cerca rifugio per alcuni giorni di riposo e di riflessione proprio a Gussago (BS), presso mons. Giorgio Bazzani1, del quale tratteggerà in seguito questo ritratto:

Quando penso a mons. Bazzani, me lo vedo comparire davanti, la faccia ben stampata come le spalle, tra le care immagini dei vescovi Bonomelli e Gaggia. La presentazione avvenne infatti una decina di anni fa, in nome dei nostri due vescovi. Prima lo stimavo, adesso gli voglio bene. Gli voglio bene un po’ a modo mio e per motivi che a contarli farei ridere la gente solida, quella che crede che il bene quaggiù abbia sempre le basi quadrate e ragionate d’un trattato teologico. Mentre talora basta il riflesso di un affetto comune che dice la comunanza del pensiero meglio di cento discorsi: basta una parola, un gesto, un muovere di cigli, un bagliore del cuore o dell’intelligenza… strade misteriose e larghe che avviano, spalancano e saldano gli incontri e i riposi dell’amicizia.gussago muni
Sempre da Gussago, in data 18 febbraio 1935, don Mazzolari scrive al card. Sbarretti, segretario del Sant’Uffizio, per comunicargli la piena sottomissione all’ingiunzione ricevuta, ma anche per spiegare il senso del proprio libro e chiedere quali siano le parti considerate erronee. La lettera rimarrà però senza risposta. Ancora da Gussago, don Mazzolari scrive anche al proprio vescovo, mons. Cazzani, al quale conferma la propria sottomissione al provvedimento che lo ha colpito. Non evita tuttavia di manifestare una profonda amarezza .
Un incontro dunque, quello di martedì 29 aprile a Gussago, quanto mai significativo, che cade anche nel mese in cui si ricorda il 55° anniversario della morte del parroco di Bozzolo.
Don Mazzolari è stato un sacerdote che da subito capì l’inaccettabilità del fascismo e non a caso venne più volte denunciato per disfattismo e per condotta contraria agli ideali del fascismo. Fu portato diverse volte in caserma per essere interrogato e venne anche fatto oggetto, nel 1931, di un attentato che fortunatamente andò a vuoto.

Nella seconda metà degli anni Trenta don Mazzolari partecipò all’attività del Movimento Guelfo, costituito da un gruppo di cattolici contrari al fascismo e che si riunivano clandestinamente per porre le base di un nuovo Stato repubblicano e libero. Molti di questi guelfi saranno leader politici e sindacali una volta terminata la guerra.
Con lo sviluppo della Resistenza, don Primo divenne il riferimento morale per tutti coloro che, tra Mantova e Cremona, avevano deciso di opporsi al nazifascismo. Ricercato per questo dalle milizie fasciste, don Primo si rifugiò per quattro mesi nella canonica di Gambara, dal suo amico don Giovanni Barchi. Quando anche questo rifugio non fu più sicuro, tornò a Bozzolo e si nascose per altri cinque mesi, fino alla Liberazione, in una stanzetta ricavata nel campanile. Nove mesi trascorsi in clandestinità.

“L’uomo libero e consapevole è sempre un “resistente”, qualunque siano i tempi e i regimi. Ci sono sempre cose che non possono essere accolte dal galantuomo: c’è sempre una tentazione dell’ambiente e del tempo, che ci minaccia in quello che abbiamo di veramente nostro e di più prezioso. Chi tira i remi in barca perché c’è bonaccia in aria, non sa o dimentica che in ogni momento la nostra coscienza morale e cristiana è posta davanti a delle scelte. La scelta crea la resistenza”(don Mazzolari).
L’appuntamento è  a Gussago per martedì 29 aprile ore 20,30 al salone Bazzani.