ROMA – Bonus mobili ed elettrodomestici, tutt i chiarimenti

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E’ stato pubblicato recentemente, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, l’aggiornamento della Mini Guida sul bonus mobili ed elettrodomestici già pubblicata a fine anno.

bonusmobili

Si tratta di un documento comprensibile, destinato alla generalità dei contribuenti , che chiarisce alcune problematiche evidenziate dalla stampa specializzata nelle ultime settimane.

Si afferma infatti che a seguito della mancata conversione del DL 151/2013, “è tornata in vigore la norma (legge di stabilità per il 2014) in base alla quale per gli acquisti di mobili ed elettrodomestici effettuati dal 1° gennaio 2014, le spese detraibili non possono comunque essere superiori a quelle sostenute per la ristrutturazione del fabbricato cui sono destinati”. Si escludono così casi paradossali ovvero che cambiando la maniglia di un portone, uno si possa rifare l’arredamento della stessa in via agevolata.

Viene così superato il dubbio che l’intervento della legge di stabilità potesse in qualche modo retroagire, visto che il legislatore, nell’introdurre il nuovo limite, aveva integralmente sostituito il comma 2 dell’art. 16 del DL 63/2013 senza norme di decorrenza specifica.

Quindi, relativamente alle spese sostenute e pagate nel 2013 opera solo il limite dei 10.000 euro, anche qualora nel 2013 non siano state sostenute spese di ristrutturazione e si sia proceduto solo con l’inizio dei lavori. E’ il caso, per esempio, dell’acquisto di uno scaffale libreria effettuato prima di sostenere le spese per l’intervento edilizio, slittate nel 2014.

Per contro, se nel 2013 sono state sostenute spese per interventi di natura edilizia che danno diritto all’agevolazione e nel 2014 sono state sostenute solo spese per l’acquisto di mobili, il costo dell’arredamento sostenuto nel 2014 sarà comunque agevolabile in virtù di quanto già speso nel 2013 (sempre nel limite dei 10.000 euro).

Rientrano, ai fine dell’agevolazione, anche gli interventi di natura ordinaria e straordinaria, ad esclusione però degli interventi che, pur essendo agevolati dall’art. 16-bis del TUIR, non siano qualificabili come interventi di natura edilizia (ad esempio, quelli finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi).