DESENZANO – AgriCultura Festival, dal 9 all’11 maggio

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“Coltiviamo l’agricoltura per raccogliere il futuro”. Questo ha voluto renderci noto il Comutato AgriCultura di Desenzano del Garda che, per il prossimo mese, dal 9 all’11 maggio 2014, promuove un Festival sull’Agricultura.

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Perché, proprio un festival sull’agri-cultura? “La parola cultura – ci dicono – viene dall’agricoltura e AgriCultura Festival, anche in questo 2014, esalta il legame tra due mondi  tanto distanti quanto concretamente vicini tra loro. Il logo del Festival è l’aratro di 4000 anni, primo esempio al mondo, conservato nel Museo Rambotti. Il festival raccoglie in  tre giornate, dal 9 all’11 maggio 2014, testimonianze e contributi che hanno matrice agricola e spessore culturale per farli divenire modi d’essere, di pensare, di agire.  Il Festival vuole essere  uno strumento efficace, incisivo, propositivo dove anche il pubblico è attore che partecipa, che influenza, che giudica. Ripartire dalla terra e dalla sua cura  e ristabilire consapevolezza  nell’utilizzo delle risorse del pianeta sono un’assoluta priorità. Il programma del Festival è molto articolato e si dipana in un arco di tempo che va ben oltre i tre giorni di maggio, che vedono come momenti salienti l’ascolto di testimonianze qualificate (Luca Mercalli, Claudia Sorlini…); i laboratori pratici sulla biodiversità (scambio dei semi…), mercati, assaggi di prodotti tipici e itinerari enogstronomici (la “disfida della polpetta”…), mostre  d’arte e spunti di approfondimento culturale”.

E il tema di questa terza edizione, quale sarà?

“L’azienda agricola tra famiglia, innovazione e nuovi contadini”, ci dicono. “Il 2014 – spiegano i referenti del progetto – è anno internazionale del “family farming”, celebra l’agricoltura gestita da nuclei familiari e/o da piccoli gruppi (per lo Slow Food, le “comunità del cibo”): piccoli produttori, agricoltori, trasformatori, pescatori che lavorano preservando, incoraggiando e promuovendo metodi di produzione in armonia con la natura, con il paesaggio, con la tradizione. Sono le “agricolture contadine” che hanno garantito e conservato la produzione locale, la coltivazione delle terre, lo sviluppo stesso delle campagne; agricolture di piccola scala, attente alla gestione delle risorse naturali. E questo è il tema di questa terza edizione: un mondo, quello contadino, oggi in continua evoluzione, grazie all’ingresso dei giovani che ne interpretano la trasformazione, senza tuttavia perdere il legame con le proprie radici. Il cambiamento è palpabile in quasi tutte le funzioni aziendali, implica il ripensamento delle modalità organizzative e gestionali improntate ad una maggiore flessibilità, orientate a fare rete, inclini alla cooperazione. Valutazioni che presuppongo un “altro” agricoltore, un produttore in grado di ibridare competenze scientifiche, culturali con le tecniche colturali. La crescita dei livelli di istruzione dei giovani agricoltori è statistica: i laureati sono il 36,5%, il 56% ha un diploma di scuola media superiore.  La cultura si completa con l’assorbimento e l’introiezione tacita del “saper fare”, sedimentato nelle pratiche agronomiche dei genitori o dei nonni, o in esperienze maturate altrove. Sono 62.000, oggi, le imprese agricole guidate da chi ha meno di trent’anni. E per la prima volta dopo dieci anni, nel secondo trimestre del 2012, i giovani agricoltori aumentano del 4,2%. L’ingresso dei giovani induce assetti di produzione colturali più diversificati e multifunzionali, l’azienda agricola si declina nei suoi molteplici linguaggi”.

Il programma aggiornato sarà pubblicato sul sito ufficiale: cliccate QUI per prenderne visione.

Nell’attesa, dedicatevi a questo bel video promo: