CONCESIO – Progetto Valtrompia, “Sulla via del cannone” con Castiglioni

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Il prossimo appuntamento del “Progetto Teatrale per la Valtrompia” è dedicato alla memoria, con uno spettacolo che narra di un’impresa risalente alla primavera del 1916. Si tratta di “Sulla via del cannone” che andrà in scena giovedì 24 aprile alle ore 21 (ingresso 5 euro) nell’auditorium della scuola media di Sant’Andrea in via Camerate 1 a Concesio con Silvio Castiglioni. Il protagonista, interprete e regista del lavoro, sostiene che il racconto della storia sottoforma di raccolta di testimonianze di persone reali e vicine fa sentire ognuno di noi più coinvolto, permettendo la creazione di un ponte tra quello che siamo e la vita dei nostri nonni e progenitori.

CastiglioniQuesto racconto ha pertanto la capacità di risvegliare interesse e curiosità, e di sollevare domande sugli eventi terribili che le guerre nascondono. Lo spettacolo narra di un episodio della cosiddetta “guerra bianca” che italiani e austriaci hanno combattuto sui ghiacciai dell’Adamello nel corso della prima guerra mondiale. Il protagonista è un cannone di medio calibro, pesante sessanta quintali, trainato a mano su due grosse slitte, da 1.580 a 3.250 metri di quota, da centinaia di alpini e artiglieri, e mai riportato a casa.

Una narrazione avvincente, costellata di figure eroiche e generose, o involontariamente comiche, che progettano e mettono in esecuzione, con dedizione e spirito di sacrificio, un’impresa considerata da tutti impossibile. Quando si arriva a rappresentare “il traino in alta quota” delle slitte sulla neve, il racconto si fa testimonianza appassionata: il narratore veste i panni di un vecchio alpino, che noi immaginiamo abbia partecipato in gioventù all’immane fatica, non senza spensierata incoscienza.

Fino all’inaspettato finale. Uno sguardo sulla Grande Guerra a un secolo di distanza, cioè su un mondo ancora mosso, regolato e costruito a mano. Da un lato c’è la guerra, conflitto tra gli uomini, dall’altro la montagna con la sua impassibile e terribile bellezza, “madre da maledire e da adorare”, come dice il poeta Andrea Zanzotto.