BRESCIA – Appalti truccati in Provincia: si aggrava la posizione di Bondoni

0

Appalti concessi alle imprese di amici o di amici di amici, pompati negli importi e creati ad hoc. Insomma, il solito malaffare da tempo denunciato in Italia, nn malcostume che è stato nei giorni scorsi portato alla luce dalle indagini condotte dalla Procura di Brescia e dal Noe di Roma.

Le persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta sono in totale 22 e tra esse figurano anche due responsabili degli uffici provinciali che si affacciano su piazza Tebaldo Brusato, Carlo Faccin e Bortolo Perugini. Questi, insieme a Pietro Bondoni, sono accusati di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e di peculato per essersi indemibatente appropriati di oltre 12mila euro come incentivo di progettazione della messa in sicurezza della 668, sovrastimando i quantitativi e di conseguenza i relativi prezzi per le opere, approvando un progetto esecutivo privo della documentazione necessaria.

BRESCIA06F20_3288398F1_11933_20130218175314_HE10_20130219-059-kEUE-U430101575066833yJC-512x384@Corriere-Web-BresciaA Faccin e a Perugini gli inquirenti contestano anche il falso per aver accertato la validità del progetto e la sua conformità alle leggi vigenti.

La posizione di Bondoni, invece, continua ad aggravarsi: al dipendente tecnico, addetto al settore Manutezione e Viabilità, ora la Procura contesta anche un uso per così dire ‘sportivo’ del cartellino, che avrebbe dovuto timbrareogni volta che faceva ingresso o che usciva dal posto di lavoro. È infatti emerso che il funzionario era solito allontanarsi per andare al bar con amici, per fare qualche passeggiata, ma ricorrendo ad artifizi e raggiri induceva l’amministrazione di appartenenza a credere che stesse lavorando. In più occasioni l’uomo ha falsamente attestato la sua presenza in ufficio facendo timbrare ai colleghi il suo cartellino. Sembra quindi fosse un abitudine per il funzionario del Broletto concedersi orari per così dire flessibili, intervallati da uscite di svago.