BRESCIA – Condannato a 16 anni l’omicida di Brescia Due

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I fatti risalgono alla sera dell’8 novembre 2012, giorno in cui Oleksiy Kurazon, 65enne di origini ucraine, venne accoltellato e ucciso tra i giardini di via Rizzo e via Cefalonia a Brescia Due. Già il giorno successivo all’accaduto Viktor Chobotar, 46enne anch’egli ucraino, aveva confessato l’omicidio alla Polizia, spiegando che il motivo del delitto doveva essere ravvisato nel fatto che la vittima aveva buttato fuori di casa la fidanzata dell’assassino, accusandola di bere e di creare problemi. “In realtà quello di provava, ma lei lo ignorava”, asserisce Chobotar.

l43-giustizia-legge-tribunale-110928175207_bigIn particolare, la vittima affittava posti letto in zona Carmine a 150 euro al mese e nella comunità ucraina aveva la fama d’essere una persona arrogante. A molti non piaceva e tra questi c’era Chobotar, ucraino senza permesso di soggiorno, senza spiccioli in tasca e noto alle forze dell’ordine per aver rubato una coperta ad un senzatetto. Quell’8 novembre Chobotar si era recati in via Rizzi, convinto che lì avrebbe trovato Kurazon. Il killer era arrivato sul posto in bicicletta, completamente ubriaco, con un coltello in tasca. Subito è scattato un violento litigio, davanti agli occhi di alcuni connazionali. Chobotar ha poi sferrato il coltello e colpito il connazionale con cinque colpi, quei colpi che ne hanno cagionato poco dopo il decesso. Chobotar si è poi dato alla fuga, disfandosi del coltello, ma anche della tracolla che indossava, dei pantaloncini e del giubbotto, sporcatisi di sangue. Il giorno successivo la Mobile lo aveva rintracciato e arrestato in via Milano.

La vicenda processuale è giunta nei giorni scorsi ad un epilogo: il procedimento si è svolto con rito abbreviato ed il reato contestato dalla pubblica accusa è stato quello di omicidio premeditato.

Il gip Ciro Iacomino ha condannato l’imputato a 16 anni di reclusione, nonostante il pm Antonio Chiappani ne avesse chiesti 18.