BERGAMO – L’orto sociale al Liceo Sarpi

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Si è svolta lunedì 14 aprile,  al Liceo Classico Sarpi in Bergamo Alta una lezione riguardante l’orto sociale sito sotto le mura, un progetto condotto dalla Cooperativa L’impronta.
Il prof.Giaconier ha accolto in aula Magna i 130 studenti dei Lettere e Filosofia, introducendo i relatori del giorno e dedicandosi ha sottolineare l’importanza dell’incontro con questa realtà che si occupa di sociale.
L’Impronta, fondata nel 1992, è una cooperativa sociale che aderisce a Confcooperative – Federsolidarietà ed al Consorzio Sol.Co – Città Aperta.
Solidarietà e cooperazione sono due parole chiave per comprendere il mondo “L’impronta” e l’intero universo cooperativo. La solidarietà rappresenta la possibilità di sentirsi parte, insieme ad altri, di un medesimo destino: si è solidali quando ci si sente chiamati in causa, quando insieme si risponde ad un disagio, ad un bisogno, ad un desiderio che non è “dell’altro” ma è comune; si è solidali quando si condivide.

Cooperazione è collaborazione al raggiungimento del bene comune nella convinzione che questa strada consenta di liberare le energie migliori. La cooperazione è l’opposto della competizione che esalta l’individualità; è la convinzione che l’operare insieme – cooperare – permette di raggiungere risultati più alti, più rappresentativi, più universali, più umani.

Anche il logo che L’impronta ha scelto per rappresentarsi racconta il proprio modo di operare; è composto da piccole linee, lievi solchi, segni recenti o antichi, elementi quasi impercettibili sulle punte delle dita. L’impronta è unica: corrisponde all’identità e l’identità racconta sempre una storia.

“ Per noi L’impronta, racconta il presidente Stefano Rota, rappresenta uno stile di lavoro che è innanzitutto lo stile delle relazioni che intrecciamo: rispetto, ascolto, collaborazione, attenzione, dialogo con le comunità, condivisione. Da più di venti anni cerchiamo di lasciare una traccia nei territori che abitiamo, una traccia che non è più solo nostra, ma è condivisa con quanti credono nel sogno di abitare la nostra terra”.

In aula il vicepresidente, Mauro Zerbini, ha approfondito l’area operativa, nella quale si svolge l’attività dei progetti e dei servizi della cooperativa,

focalizzando l’attenzione al luogo dove essa opera, che incontra il territorio ed i suoi abitanti.GetAttachment.aspx

“ La realizzazione dei progetti e dei servizi che attiviamo, spiega Mauro Zerbini, o che ci sono affidati è, quindi, sempre orientata a sviluppare valore aggiunto attraverso il radicamento territoriale, lo sviluppo di partnership con le risorse comunitarie e allargando la condivisione delle azioni di governo (processi di formazione delle decisioni) agli interlocutori interessati (portatori di interesse).”

A supporto dell’attività delle persone, la cooperativa è suddivisa in due aree Disabilità e Minori e famiglia, ognuna delle quali risponde a propri obiettivi specifici oltre che rispondere agli obiettivi generali di:

* garantire la progettazione partecipata;

* valorizzare le risorse umane (formali e informali) e le loro capacità;

* garantire la coerenza tra bisogni espressi e risposte attivate.

L’evoluzione della presenza della disabilità nel tessuto sociale delle nostre comunità mette in evidenza come i temi principali che impattano sulla qualità della vita e il benessere delle persone con disabilità e delle loro famiglie sono: le tematiche relative alla vita quotidiana (l’autonomia, la famiglia, le relazioni sociali e il tempo libero, il lavoro), le tematiche relative alla dimensione sociale e relazionale (l’auto aiuto, l’integrazione sociale e la sensibilizzazione), la presenza di servizi sul territorio (organizzazione, funzionamento e qualità).

“ La cooperativa L’Impronta, conclude Mauro Zerbini, ha sviluppato negli anni una serie di servizi e progetti che utilizzano un approccio attento e orientato a queste dimensioni e, costruendo progetti di vita in favore delle persone con disabilità capaci di integrare le dimensioni individuale, familiare e sociale.”

“ Gli appartamenti del Progetto Residenzialità, sottolinea Simone Rovetta coordinatore dell’orto sociale, sono finalizzati all’accoglienza protetta di persone con disabilità segnalate dai servizi sociali comunali o direttamente dalle famiglie. Il progetto, nato dal confronto tra la cooperativa e le associazioni di genitori, prevede l’attivazione di residenze in appartamento integrate nel contesto urbano e in grado di promuovere la massima espressione delle autonomie personali.”

La gestione degli appartamenti di Bergamo (Calibrata) e di Osio Sotto (Casa di Luigi) è organizzata in modo flessibile al fine di poter rispondere prontamente a richieste di:

* esperienze di vita autonoma o semi autonoma

* periodi di sollievo

* residenzialità permanente

I percorsi per le persone ospiti degli appartamenti sono costruiti sulla base dei bisogni del singolo, la loro realizzazione prevede il coinvolgimento attivo delle famiglie e dei servizi sociali.

“L’orto sociale sotto le mura di Bergamo Alta, prende avvio nel mese di marzo 2004, continua Simone Rovetta, quale progetto privato de L’impronta in partnership con l’Assessorato alle Politiche Sociali e l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Bergamo. Il progetto prevede lo svolgimento dell’attività di orticoltura attraverso l’occupazione di persone con disabilità cognitiva.”

Un’area cittadina molto bella, ma fino a quel momento marginale è stata recuperata, ripulita, mantenuta in ordine e messa a coltura grazie al lavoro di persone con disabilità.

Lo spazio è aperto al pubblico diversi giorni la settimana e in alcuni periodi dell’anno ospita degli eventi significativi quali aperitivi letterali. Presso l’orto sociale si svolgono visite guidate a beneficio di scolaresche.
Significative le testimonianze di Goran, responsabile dell’orto, unitamente alle parole della volontaria Fernanda Pavoni ed alla presenza di alcuni disabili che attivamente lavorano all’orto.
Gli oltre 130 studenti del liceo unitamente ai loro professori, dopo aver posto alcune domande ai relatori hanno effettuato una visita al Garden per meglio comprendere l’organizzazione ed il luogo raccontato. Notevoli l’interesse e la partecipazione dimostrata durante l’accompagnamento di Goran e dei ragazzi disabili che ogni giorno lavorano all’orto.