EDOLO – Ricordati i martiri partigiani fucilati nel 1945

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Palpabile commozione venerdì a Mù di Edolo, in occasione della commemorazione per i martiri partigiani dell’11 aprile 1945 e non solo. La partecipazione della cittadinanza, che ha integrato quella in qualche modo scontata di autorità civili e militari, è stata più numerosa rispetto agli anni precedenti. Lo ha detto ringraziando tutti il responsabile dell’Associazione Fiamme Verdi per l’Alta Vallecamonica, Ezio Gulberti, animatore infaticabile di questa e diverse altre manifestazioni in ricordo della Resistenza.

PartigianiLa parte più intensa della rievocazione è stata quella della lettura di brani del libro “La montagna non dorme” di Dario Morelli e, ancor più, di alcune lettere dei condannati alle famiglie. Come quella del cortenese Giovanni Venturini alla madre, poco prima di essere fucilato seduto su una sedia a causa delle torture subite a dai militi della famigerata Legione Tagliamento, comandata da Merico Zuccari. Un brano della stessa lettera è inciso nel metallo di una grande piastra di ferro, posta a fianco dell’aiuola dov’è piantata la stele che svetta verso l’Aviolo.

Gli altri martiri ricordati sono stati Gregorio Canti di Corteno, Vitale Ghiroldi di Pianborno, Vittorio Negri e Giovanni Scilini di Villa di Tirano, Zeffirino Ballardini e Domenico Lazzarini di Temù, Giovanni Raffaglio. Agli onori militari e alla posa di un cuscino di fiori delle Fiamme Verdi Vallecamonica ai piedi del monumento, sono poi seguiti gli interventi dei sindaci di Edolo (Vittorio Marniga), Temù (Roberto Menici), Piancogno (Francesco Paolo Ghiroldi) e Villa di Tirano (Giacomo Tognini), tutti improntati all’esaltazione della decisiva funzione dei Caduti per la nostra libertà e all’ammonizione per quanti credono che essa sia una conquista definitiva e che non ha bisogno d’essere difesa quotidianamente.

Nella mattina avevano reso omaggio al monumento alcune scolaresche locali, per un totale d’una quarantina studenti più rispettivi insegnanti.