BRESCIA – Il Liceo Brera forma i giovani al primo soccorso e all’emergenza

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E’ volto al termine lo scorso 10 aprile 2014 il progetto annuale che ha coinvolto lo Studio Associato Infermieristico RS e la classe IV del Liceo Brera, il liceo umanistico ad indirizzo sportivo di via Randaccio.

Classe IV del Liceo Brera, con la preside Liviana Vania
Classe IV del Liceo Brera, con la preside Liviana Vania

Il dott. Fabio Stanga e il dott. Gianluca Ranieri, entrambi infermieri, sono saliti in cattedra per 17 lezioni, iniziate lo scorso 4 ottobre, nel tentativo di educare, formare e addestrare i giovani a garantire un supporto adeguato alle vittime di eventuali malori, infortuni o incidenti.

“In ambito sanitario – spiegano i referenti del progetto – gli interventi formativi e informativi che si possono destinare al cittadino sono eterogenei. E’ nostra intima convinzione che la sensibilizzazione a determinate problematiche sia efficace quando presentata ai giovani. Operando da diversi anni in terapia intensiva e nell’ambito del soccorso extraospedaliero – continuano – ci rendiamo conto dell’importanza di indirizzare interventi formativi e di sensibilizzazione verso i giovani, che rappresentano, usando un po’ di retorica, la società di domani”.

Il corso, articolato in 30 ore, ha affrontato tematiche quali il sistema di emergenza e il 118, il sistema cardiocircolatorio, il sistema respiratorio e il sistema nervoso. Non sono state proposte  solo lezioni teoriche circa la rianimazione cardiopolmonare, ma anche pratiche: i ragazzi hanno dovuto fare i conti con ben tre diversi manichini, verificando il loro corretto approccio alla metodologia di esecuzione del massaggio con un infante, un bambino e un adulto. Il trucco per mantenere un ritmo costante nel massaggio cardiaco? Gli infermieri ce lo hanno svelato: l’equivalente dei 103 battiti al minuto è ben reso dal falsetto dei Bee Gees che, in Stayin’ alive, ci dettano la frequenza con cui è necessario esercitare la pressione sullo sterno.

Il corso è proseguito dedicando una lezione all’apparato scheletrico, due alla valutazione e al trattamento del paziente traumatizzato e, altre due, a ustioni, emorragie e intossicazioni. I ragazzi hanno poi avuto modo di apprendere i fondamenti delle urgenze pediatriche, hanno conosciuto i dettagli del soccorso in ambulanza e, non da ultimo, hanno colto la filosofia del ruolo del volontariato: “Questo progetto – ci dice in merito Simone Allegri – mi ha avvicinato all’idea del volontariato. Non so ancora verso quale ambito indirizzarmi, ma sto valutando questa opportunità”.  “Al termine del progetto – spiega Carlo Bertoli Barsotti  – gli infermieri ci hanno lasciato le slide proiettate durante il corso, perché potessimo prepararci all’esame. Pur avendo già sostenuto il test ho conservato il materiale perché potrebbe rivelarsi utile anche in futuro”. Non solo Bertoli Barsotti si è detto contento di aver avuto l’opportunità di misurarsi in questa nuova esperienza. Tutta la classe IV ha percepito il progetto assai positivamente: “Questa esperienza è stata utile perché, sebbene io non mi auguri di dover un giorno fare il massaggio cardiaco a qualcuno, qualora dovesse capitare ora so come agire”, ci dice Luca Fari, che nel test ha conseguito il punteggio più elevato. “Anche se non mi troverò mai nelle condizioni di dover soccorrere qualcuno – ci dice Manuel Solazzi – ora ho un bagaglio personale in più. E l’attestato di frequenza che ci verrà consegnato potrebbe rivelarsi utile anche in ambito lavorativo”. “Io – dice Eleonora Zanchi – ho sempre sentito parlare di malattie come ictus, arresto cardiaco, crisi epilettiche… Ma non sapevo quali reazioni comportassero per il corpo umano, né sapevo esattamente di cosa si trattasse. Ora, grazie a questo corso, ne sono consapevole”. “L’unica nota negativa? Le lezioni teoriche sono state sì utilissime, ma forse sarebbe stato meglio dedicare più tempo alla pratica: diciamocelo, le esercitazioni sono state molto più divertenti!”, confida Michele Zambelli. “A me è capitato, l’estate scorsa, di dover telefonare al 118. Una delle lezioni – dice Michele Baglioni – è stata dedicata proprio a questo servizio efficientissimo”. “Abbiamo parlato anche della differenza tra le vetture di soccorso: ci sono molte differenze tra i vari tipi di ambulanze e le auto mediche. Può sembrare una banalità, ma non me ne ero mai reso conto”, continua Stefano Bosco.  “Un aspetto su cui non avevo mai riflettuto – dice Mirko Longo – è l’importanza di osservare la scena dell’incidente, prima di avvicinarmi al veicolo. E invece è fondamentale, sia per proteggere sé stessi, sia per dare informazioni ai soccorritori. Io – continua – non avrei mai soccorso una persona, prima di partecipare a questo progetto. Ora mi sento pronto per farlo”. “Se dovessi intervenire per soccorrere qualcuno – ci dice Nicolas Pillitteri – anche io ora mi sento più sicuro, so come intervenire. Ognuno dovrebbe essere a conoscenza delle metodologie di intervento!”. E, per riprendere il motto degli infermieri: “Valutazione, azione. Sempre!”.