BRESCIA – Jazz O’clock: conversazioni, musica e caffè al Nuovo Eden

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Il primo appuntamento di Jazz o’clock, il jazz del sabato mattina (alle 11, al Nuovo Eden – ingresso da via Odorici) è dedicato ai paesi del nord Europa. Alla Scandinavia e alla Norvegia in particolare.

Dopo l’ormai rituale colazione il primo ospite della nuova stagione di Jazz o’clock sarà Luca Vitali, invitato a presentare il suo libro, Il Suono del Nord. Si tratta della prima opera  monografica dedicata alla scena jazzistica norvegese e che riconosce proprio alla Norvegia un ruolo fondamentale in Europa per l’emancipazione del jazz dalle radici afroamericane. Un libro che analizza le fasi più significative di una scena che in questi ultimi quarant’anni è stata in costante evoluzione attraverso i racconti, i ricordi e le storie di alcuni dei suoi protagonisti, norvegesi e non.

Alle 12 invece NORTHERN LIGHT, il concerto di Daniele Richiedei, giovane e talentuoso violinista bresciano. Una performance che si snoda tra improvvisazione, citazioni, graduali mutazioni del materiale musicale, fortemente ispirata a suggestioni di provenienza scandinava, dalla musica colta, alla canzone d’autore, alle affascinanti sonorità del folk.

11:00 > WAKE UP: La Colazione
11.30> WAVE UP: L’Ospite
IL SUONO DEL NORD. La Norvegia protagonista della scena jazz Europea.
Incontro con l’autore Luca Vitali

il-suono-del-nord-305“Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea” è la prima opera monografica dedicata alla piccola scena jazzistica norvegese. Una lacuna colmata, la ricostruzione di una storia che, attraverso l’analisi di alcuni momenti chiave, riconosce alla Norvegia un ruolo fondamentale in Europa per l’emancipazione del jazz dalle radici afroamericane. Un percorso, quello iniziato negli anni ’60 con l’arrivo a Oslo di George Russell, che arriva dritto ai giorni nostri e ci regala una delle scene più innovative e originali al mondo. E che l’autore trasforma nel racconto appassionato di concerti, musicisti, club ed etichette, festival e incontri… come quello avvenuto a Bologna fra il (futuro) patron di Ecm Manfred Eicher e un giovanissimo Jan Garbarek, preludio di un sodalizio che avrebbe aperto al jazz norvegese le porte del mondo, portando al successo internazionale non solo Garbarek ma tutta la “generazione Ecm”.

Il libro si sforza di chiarire il ruolo delle numerose registrazioni Ecm a Oslo e degli storici Club7 e Blå e analizza le fasi più significative di una scena che in questi ultimi quarant’anni è stata in costante evoluzione attraverso i racconti, i ricordi e le storie di alcuni dei suoi protagonisti, norvegesi e non. Esplora le connessioni del jazz con gli altri generi musicali, analizza l’influenza dei movimenti politici, tenta una ricostruzione degli ambienti – i club, le sale da ballo, i teatri – e delle condizioni professionali: ogni elemento utile viene processato all’interno di un’indagine globale e attenta al dettaglio che non diventa mai enciclopedica.

Tanti i nomi che attraversano queste pagine, e tantissime le storie e le esperienze musicali, perché questa è la Norvegia: un paese giovane, con una tradizione assai poco ingombrante e un popolo orgoglioso, vissuto a lungo in una sorta di isolamento dal resto dell’Europa e dotato di uno spirito d’avventura che si rifà forse all’epoca vichinga. Ebbene, tutto ciò fa sì che oggi questo paese ci regali una scena quanto mai effervescente, con una potente spinta interiore alla ricerca di una cifra stilistica personale che, mediata dalla vocazione per l’improvvisazione (reale essenza del jazz contemporaneo in Norvegia) si traduce in un universo musicale che fonde sonorità diversissime – da Ligeti a Björk passando per Coltrane, i King Crimson e Frank Zappa; senza i pudori, le preoccupazioni o le ansie tipiche del nostro tempo: “ma questo è jazz?”

12.00> WARM UP: Il Concerto
NORTHERN LIGHTS
Daniele Richiedei, violino solo
Una performance che si snoda tra improvvisazione, citazioni, graduali mutazioni del materiale musicale, fortemente ispirata a suggestioni di provenienza scandinava, dalla musica colta, alla canzone d’autore, alle affascinanti sonorità del folk.
Un bagliore nordico, per lasciarvi abbagliare dal riflesso personale del violino di Richiedei.

wpid-Foto-RichiedeiDANIELE RICHIEDEI. BIOGRAFIA.
Daniele Richiedei ottiene la laurea e il master al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia, entrambi con il massimo dei voti e la lode, e frequenta per un anno la Hochschule Fur Musik di Detmold con il prof. Marco Rizzi. Nel frattempo studia la musica jazz da autodidatta e ai corsi di perfezionamento di Siena Jazz, di Nuoro Jazz, e del Centre de Musiques Didier Lockwood di Parigi.
Vince numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio Zorzella ‘Miglior talento jazz 2013’, il premio Marenzio 2011, il premio Enrica Cremonesi nel 2009, borse di studio per meriti ai seminari estivi di ‘Siena jazz 2009’ e a quelli di ‘Nuoro Jazz 2010’; premio del pubblico al Concorso Nazionale per nuovi talenti del Jazz italiano “Chicco Bettinardi 2010″, concorso nel quale si classifica fra i finalisti oltre a ricevere critiche lusinghiere da parte della stampa specializzata. In ambito classico, si esibisce da solista con orchestra in importanti contesti, come il Teatro Grande di Brescia (Mozart) e  il festival violinistico internazionale “Gasparo da Salò” (Concerto op. 12 di Kurt Weill). Il compositore Paolo Ugoletti gli ha dedicato il Concerto for Electric Violin and String Orchestra (2010) che lo vede nel ruolo di solista e improvvisatore.
La sua attività professionale comprende ogni genere musicale; è in particolare interessato all’ambito della musica contemporanea scritta e improvvisata e alla musica da camera, ambiti nei quali è attivo sia come strumentista che come compositore/arrangiatore.
Collabora in gruppi di musica da camera ospitati da festival e stagioni concertistiche con Sandro Laffranchini, Laura Marzadori, Andrea Rebaudengo, Giuseppe Russo Rossi, Luca Ranieri, Mario Stefano Pietrodarchi, Massimiliano Motterle, Kleidi Sahatchi, Enrico Pompili, Alfredo Zamarra, Tatiana Alquati, Salvatore Quaranta, Luca Lucini, Elena Telò, Francesco Siragusa, Olga Mazzia, Francesca Tirale, Monica Vatrini, Marco Pennacchio, Carlo Balzaretti, Antonello Leofreddi, Pino Ettorre.

Come jazzista collabora con: Mauro Ottolini, Giulio Corini, Mirco Rubegni, Sandro Gibellini, Vincenzo Castrini,Benjamin Franklin, Ellen Kaye, Ethan Fein, Eivind Opsvik, , Michael Blake, Ryan Blotnick, Giacomo Papetti, Matteo Mantovani, Cesare Valbusa, Mauro Sereno, Lino Franceschetti, Valerio Abeni, Corrado Guarino, Randy Peterson, Stefano Battaglia, Paolo Bacchetta, Gabriele Rubino, Emanuele Maniscalco, Peo Alfonsi, Michael Bates, Landon Knoblock, Greg Ritchie, Scott Davis, Jacopo Delfini, Carmelo Tartamella, Carmelo Leotta, Cleve Douglass.

A New York, nel 2013, collabora con il gruppo di Ryan Blotnick Saut’e Sarmad sostituendo Mat Maneri in un concerto al Cornelia Street Café, oltre che con la Michael Blake Band, con Ellen Kaye, Ethan Fein, Cleve Douglass e la M57 Band; è inoltre invitato a partecipare come ospite speciale e musicista nel Podcast di M57 on air, e del John Bohannon Radio Show; con gli stessi musicisti si esibisce inoltre in alcuni locali di Brooklyn e Manhattan.

Ingresso libero.