BRESCIA – Un convegno sul disagio dei minori. Esperti in cerca di nuove soluzioni

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Nel corso di un convegno svoltosi nei giorni scorsi e organizzato dalla Fondazione Poliambulanza sul tema dell’adolescenza, Mariacarla Gatto, il presidente del Tribunale dei Minori di Brescia ha lanciato un appello, invitando giustizia, medici ed educatori a collaborare nell’interesse dei minori. Sovente accade che i genitori non riescano a percepire il disagio vissuto dai figli ed è proprio qui che si rende necessario l’intervento di una rete di collaborazioni al fine di garantire il diritto dei minori a vivere con le loro famiglie.

tatuaggi-piercing-capelli-sconvoltiNel corso del convegno sono stati presentati anche i risultati di alcune indagini statistiche, condotte su un campione di 1300 studenti delle scuole medie e superiori di Milano. Piernicola Garofalo, presidente della Società italiana di medicina dell’adolescenza, ha illustrato i dati ottenuto, spiegando che il desiderio più frequente fra i minori è quello della libertà. A destare in loro preoccupazioni sono invece le prospettive lavorative. Ha aggiunto che i ragazzi non capiscono le conseguenze derivanti dal consumo di alcol e fumo, dal vestirsi in modo provocante.

Stefano Bonometti, docente di Didattica dell’Università del Molise, ha invece analizzato i dati relativi al rapporto tra gli adolescenti e Internet, dai quali emerge che il 91 per cento dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni usa la rete; tra gli 11 e i 14 anni, il 90 per cento possiede uno smartphone, il 68 per cento accede alla rete ogni giorno e il 47 per cento ci passa da 30 minuti a 2 ore. Ma in parallelo c’è una riduzione delle competenze informatiche. In rete i giovani scambiano messaggi, si parlano, cercano musica e video, inviano foto, ricercano informazioni. Anche qui emerge la mancata percezione ad opera dei minori del pericolo.

Enza Sutera, docente di Psicologia generale dell’Università di Brescia, s’è invece occupata del tema della sessualità di quello della psicologia dei giovani. Ha spiegato che nei nostri tempi il tasso di autodistruzione ha raggiunto livelli record. La manifestazione più evidente, secondo la psicologa, è da ravvisarsi nel fatto che i ragazzo tendono a vedere il loro corpo come un territorio da definire, riempiendolo di piercing e tatuaggi. Una manipolazione del corpo mediante la quale i più giovani approdano alla realizzazione del sé, all’insegna della trasgressione.

Maria Luisa Ceriotti, del reparto di Neuropsichiatria infantile di Melegnano, si è concentrata poi sul tema della preadolescenza. Ha definito i ragazzi s’oggi come persone sole, che vivono in un mondo confuso, con scompensi nella definizione della propria identità sessuale.