BOVEZZO – Mario Perrotta in auditorium è “Un bès. Antonio Ligabue”

0

Il prossimo appuntamento di “Proposta ‘14” è con Mario Perrotta, una delle figure più interessanti del panorama teatrale italiano contemporaneo, vincitore di numerosi riconoscimenti in ambito teatrale, tra cui il premio UBU 2013 come Miglior Attore per l’interpretazione in “Un bès – Antonio Ligabue”. Conosciuto a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro di Teatro Civile, Perrotta ha raggiunto la notorietà grazie al monologo teatrale “Italiani Cincali”, dedicato agli italiani minatori in Belgio. L’evento di sabato 12 aprile sarà proprio con “Un bès – Antonio Ligabue” che si terrà alle ore 21 nell’auditorium parrocchiale di via Paolo VI 4 a Bovezzo (ingresso 5 euro).

PerrottaDopo essere passato in tournée da Gualtieri, si è “innamorato” del paese e della figura di Ligabue e a lui ha deciso di dedicare il suo lavoro dei prossimi tre anni. Lo spettacolo che sarà proposto sabato 12 aprile a Bovezzo è infatti il primo di tre movimenti che ruotano intorno alla figura dell’artista e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai 18 anni; il territorio di Gualtieri, sulle rive del Po; le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.

Nello spettacolo viene raccontato il conflitto a tre tra lo “svizzero” Ligabue, il suo paesaggio interiore e il paese di Gualtieri. Ma indagare Ligabue significa soprattutto indagare il rapporto di una comunità con lo “scemo del paese”, da tutti temuto e tenuto a margine, e accettare lo spostamento che provoca una nuova visione delle cose, una visione “folle” che mette a rischio gli equilibri di chi osserva, costringendolo a porsi la classica domanda: chi è il pazzo?

Perrotta, in modo poetico e toccante, compie una commovente riflessione sulla solitudine dell’uomo Ligabue, sul suo stare al margine, anzi, oltre il confine. Sulla lacerazione di un’anima consapevole di essere un rifiuto della società e al contempo un artista… “L’ artista sapeva di meritarlo un bacio (un bès), ma il pazzo, intanto, lo elemosinava”.