BRESCIA – Stamina: il Civile sospende le infusioni. Parla Andolina

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Marino Andolina, il vice presidente di Stamina Foundation, ha commentato la lettera con la quale i medici degli Spedali Civili di Brescia hanno deciso di sospendere le infusioni con metodo Stamina, in attesa che il nuovo Comitato Scientifico nominato dal Ministero della salute esprima il proprio parere sul trattamento.

Andolina-Presa-DirettaAll’Ansa Andolina ha dichiarato: “Mi rattrista sapere che i medici di Brescia abbiano deciso di interrompere la collaborazione per la somministrazione del trattamento. Sono persone a cui ho voluto bene, che ho stimato. Posso solo pensare che l’hanno firmata e non scritta, e se l’hanno scritta l’hanno fatto perchè sotto pressione o per vantaggi che arriveranno dai loro superiori. Tra i medici c’è anche un mio allievo, a cui ho insegnato a fare trapianti. Chi può avere consigliato loro una tale mostruosità?”.

Secondo il medico di Trieste la scelta effettuata dall’azienda ospedaliera bresciana è “contro la legge, che impone che i primi 12 pazienti siano curati, e anche contro la sentenza dei tribunali che hanno imposto la cura di altri 23 malati. È falso che i medici a Brescia non sapessero cosa stessero iniettando nei pazienti. Nelle cartelle cliniche ci sono tutti i dati completi sulle cellule staminali impiegate e le infusioni. Mi sembra piuttosto strano che dicano di non sapere cosa stavano infondendo ai pazienti anche perchè i responsabili della terapia e del laboratorio sono sposati e si tratterebbe di uno strano caso di incomunicabilità coniugale. Tra l’altro a Brescia sono stati fatti sulle cellule esami più sofisticati di quelli che normalmente si fanno per i trapianti di midollo. Avevamo scelto gli Spedali Civili di Brescia per procedere con il metodo Stamina in accordo con la direzione generale della Sanità della Regione Lombardia, perchè era l’ospedale con le caratteristiche migliori”.